Lorena Wiebes si presenta al via della UAE Tour Women 2026 con un biglietto da visita che pesa come un treno in volata lanciato ai 70 all’ora. Sei vittorie di tappa in tre edizioni, tutte arrivate su giornate piatte, e soprattutto un 2025 chiuso senza mai perdere uno sprint a ranghi compatti. Numeri che raccontano dominio, ma che vanno letti sulla strada, tra vento, posizionamento e nervi saldi.
La corsa emiratina riparte da Al Mirfa con una prima tappa da 111 chilometri senza dislivello. Asfalto dritto, deserto ai lati e il solito tema tattico: se il vento gira, la corsa esplode. Wiebes lo sa bene. L’anno scorso vinse anche quando il gruppo si spezzò in sei unità per colpa degli echelons. Non solo watt puri, quindi, ma testa e capacità di stare davanti quando serve. In quelle situazioni non conta tanto il picco di potenza, quanto l’anticipo, la scelta di ruota e la freddezza quando il gruppo compatto diventa una fila indiana.
Il contesto tecnico resta ideale per una sprinter completa. Tre tappe chiaramente disegnate per le ruote veloci, poi il gran finale su Jebel Hafeet. Una salita che non la vedrà protagonista per la classifica generale, ma che racconta molto della sua evoluzione. Due anni fa, con Lotte Kopecky in maglia iridata, Wiebes lavorò a lungo in salita, ben oltre ciò che ci si aspetta da una pura velocista. Anche questo è un dato tecnico: migliorare il rapporto peso/potenza senza perdere esplosività è un equilibrio sottile, che passa da allenamenti mirati e da una gestione precisa dello sviluppo metrico quando la strada sale.
In casa SD Worx-Protime il tema è la gestione delle forze. Barbara Guarischi torna nel ruolo di ultimo uomo — o meglio, ultima donna — nel treno. Guarischi non è solo motore, è istinto: sa quando lanciare lo scatto finale e quando invece tenere alta la velocità per evitare rilanci avversari. Con Anna van der Breggen al debutto stagionale alla UAE Tour, la squadra avrà responsabilità divise. Attenzione a non chiedere troppo a chi punta alla generale, ma sfruttare ogni pedina per tenere la testa del gruppo nelle fasi chiave.
Le avversarie non mancano. Charlotte Kool cerca riscatto dopo due piazzamenti alle spalle di Wiebes, ora con Fenix-Premier Tech. Chiara Consonni arriva con quattro podi qui e la voglia di trasformare la costanza in vittoria. Ma sulla carta, quando il gruppo arriva lanciato e la velocità resta alta, Wiebes parte sempre con mezzo rapporto in più.
La frase chiave, però, non è tecnica. È mentale. “Ci sarà un momento in cui perderò uno sprint”, ha detto Wiebes. Lo sa lei, lo sanno tutte. Ma finché quel momento non arriva, l’approccio resta lo stesso: concentrazione totale, posizione in testa, fiducia nel lead-out e rilancio secco ai 200 metri. Alla UAE Tour Women 2026, Lorena Wiebes riparte da dove aveva lasciato: davanti a tutte, con il vento che decide e le gambe che fanno il resto.
Francesco.
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