Lorena Wiebes si presenta al via dell’UAE Tour Women con la naturalezza di chi sa di essere il riferimento assoluto. Sei vittorie di tappa nelle tre edizioni disputate, tutte le frazioni pianeggianti del 2025 messe in cassaforte, e una striscia di sprint vincenti che l’anno scorso nessuna è riuscita a interrompere. Si parte da Al Mirfa, 111 chilometri piatti come un tavolo fino a Madinat Zayed: terreno ideale per chi, in volata, trasforma ogni watt in velocità pura.
I numeri raccontano una dominatrice, ma sono le dinamiche di corsa a spiegare perché Wiebes continua a tornare negli Emirati. Non è solo potenza di picco. Nel 2025 il vento laterale ha spaccato il gruppo compatto e lei ha vinto sprintando da un drappello di sei atlete. Essere davanti quando il deserto soffia di traverso significa leggere la strada, stare in scia giusta, guidare la bicicletta con lucidità quando il gruppo va in frantumi. Qui Wiebes non rincorre: anticipa.
Il percorso ripropone tre occasioni nette per le velociste, prima dell’epilogo in salita su Jebel Hafeet. Una montagna che, per una sprinter, di solito è sinonimo di gestione e sopravvivenza. Stavolta no. La tappa è l’ultima e Wiebes lo sottolinea senza giri di parole: si può andare a tutta fino in fondo, senza conservare nulla. Non è una novità vederla stringere i denti in salita. Due anni fa ha lavorato a lungo per Lotte Kopecky proprio sul Jebel Hafeet, dimostrando che il motore regge anche oltre il suo habitat naturale.
La SD Worx-Protime si presenta con un assetto interessante. Barbara Guarischi torna nel ruolo di ultimo uomo — anzi, ultima donna — nel treno, garanzia di posizionamento e rilancio negli ultimi 200 metri. Sa quando alzare il ritmo e quando lasciare spazio alla sprinter. In più c’è Anna van der Breggen, al debutto in questa corsa, con responsabilità divise tra classifica generale e supporto. Trovare equilibrio sarà la chiave: non spremere troppo chi guarda alla GC, ma sfruttare la sua potenza quando il gruppo lancia la volata.
La concorrenza non manca. Charlotte Kool, ex compagna di squadra, cerca il colpo nella sua prima stagione completa con Fenix-Premier Tech. Chiara Consonni arriva con quattro podi di tappa sulle spalle e l’obiettivo chiaro di trasformare la costanza in vittoria. Tutte, però, sanno che per battere Wiebes serve la giornata perfetta: timing, posizione e un rapporto lungo spinto senza esitazioni.
La stessa Wiebes non si nasconde. Sa che prima o poi arriverà una sconfitta in volata. Non ci costruisce sopra drammi. Continua a lavorare sul bilanciamento tra migliorare in salita e non perdere esplosività. Se qualcosa si smussa nello sprint, dice, si recupera con allenamenti mirati. Mentalità semplice, da chi vive la velocità come un gesto naturale.
Negli Emirati il vento può cambiare tutto, ma se il gruppo arriva compatto, la storia recente dice una cosa sola: quando Lorena Wiebes lancia lo sprint, batterla è ancora l’eccezione.
Francesco.
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