La UCI torna a colpire e lo fa con mano pesante. La formazione portoghese Continental Feirense-Beeceler è stata sospesa per 22 giorni dopo tre violazioni del Passaporto Biologico registrate nelle stagioni 2022 e 2023. Lo ha comunicato l’International Testing Agency, con decisione ufficiale della Commissione Disciplinare UCI. La squalifica scatterà dal 22 marzo al 12 aprile, in applicazione dell’articolo 11.3 del regolamento antidoping.
Non si tratta di un caso isolato, ma dell’ennesimo capitolo di una linea dura che la federazione internazionale sta applicando alle squadre coinvolte in più positività nell’arco di dodici mesi. Pochi giorni fa era toccato alla colombiana Medellin-EPM, fermata per 30 giorni dopo due casi legati al Passaporto Biologico. Qui i casi sono tre, distribuiti su due stagioni, ma sufficienti per innescare la sospensione automatica del team.
I nomi sono quelli di Venceslau Fernandes, Barry Frederik Miller e Antonio Carvalho Ferreira. Fernandes è stato squalificato per sei anni: le anomalie nel suo Passaporto Biologico risalgono al 2022, quando correva con la squadra portoghese. L’Agenzia Antidoping portoghese (ADOP) lo ha notificato il 7 novembre 2024; da quella data decorre la squalifica.
Miller presenta irregolarità datate febbraio 2023. È stato notificato il 18 settembre 2025 e il procedimento è ancora in corso presso l’ADOP. Anche le anomalie di Carvalho Ferreira risalgono a febbraio 2023. In questo caso la notifica è arrivata dalla UCI il 4 novembre 2025 e si è trasformata in una squalifica di quattro anni, con decorrenza dalla stessa data.
Il meccanismo è chiaro: quando più corridori di una stessa squadra risultano coinvolti in violazioni antidoping, scatta la responsabilità collettiva. Non è una condanna morale automatica, ma una misura sportiva che incide direttamente sull’attività agonistica. Ventidue giorni senza dorsale, senza testa della corsa da inseguire, senza gruppo compatto in cui misurarsi. Per una Continental, significa calendario stravolto, visibilità ridotta, sponsor sotto pressione.
La decisione può essere impugnata davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport, come previsto dall’articolo 11.3.2 del regolamento UCI. Ma finché non arriverà un eventuale ribaltamento, la sospensione resta.
Feirense-Beeceler non è la prima squadra portoghese a finire nel mirino. Lo scorso ottobre anche APHotels & Resorts-Tavira-SC Farense era stata fermata per 20 giorni dopo due violazioni antidoping. E andando indietro negli anni, casi simili hanno coinvolto formazioni come Androni Giocattoli nel 2015, Bardiani-CSF nel 2017 e Vini Zabù nel 2021.
Segnali che il sistema di controllo, fondato sempre di più sul Passaporto Biologico, continua a lavorare su dati longitudinali, cercando anomalie nei parametri ematici piuttosto che limitarsi alla singola positività. È una battaglia silenziosa, giocata lontano dalla strada, ma con effetti concreti sul gruppo.
Il ciclismo moderno vive di watt, di precisione e di margini sempre più sottili. Ma vive anche di credibilità. Ogni sospensione di squadra è un colpo all’immagine collettiva, soprattutto per realtà Continental che lottano per restare a galla. La linea della UCI è chiara: tolleranza zero quando i casi si moltiplicano dentro la stessa maglia.
La strada ripartirà il 12 aprile. Con una condizione da ritrovare e, soprattutto, una reputazione da ricostruire.
Francesco
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