La quarta tappa del Tour of Oman ha riportato velocità pura e nervi saldi al centro della scena. Da Al Sawadi Beach a Sohar, 146,8 chilometri piatti come un tavolo e accarezzati dal vento del Golfo, si sono risolti in una volata confusa, sporca, da uomini veri. A spuntarla è stato Erlend Blikra, che ha infilato la traiettoria giusta e ha regalato alla Uno-X Mobility la prima vittoria del 2026.
La frazione prometteva ventagli, ma l’aria non ha mai soffiato nella direzione giusta per spezzare il gruppo compatto. Senza echelons e con un tracciato largo e lineare lungo la costa, l’unica alternativa al copione dello sprint era la fuga. Ci hanno provato Warre Vangheluwe (Soudal-QuickStep) e Patryk Goszczurny (Visma-Lease a Bike), partiti nei primi 20 chilometri. Hanno guadagnato poco più di due minuti, ma il controllo della Jayco AlUla, squadra della maglia di leader Mauro Schmid, è stato costante, metronomico.
Schmid ha anche cercato di limare qualcosa agli abbuoni nello sprint intermedio di Al Suwayq, ma Rui Oliveira gli ha negato l’ultimo secondo disponibile. Dettagli che pesano: lo svizzero resta al comando con quattro secondi su Christian Scaroni prima dell’arrivo in salita di Jebel Al Akhdhar.
Davanti, i due battistrada hanno insistito su un asfalto largo e scorrevole, con temperature salite fino a 29 gradi. Ma quando Uno-X ha iniziato a dare cambi decisi in testa della corsa, il destino della fuga si è scritto da solo. A 10 chilometri dall’arrivo il vantaggio era già sceso a 25 secondi; sotto i tre chilometri, gruppo compatto.
Nel chilometro finale l’Alpecin-Premier Tech ha preso in mano le redini, organizzando il treno per i propri velocisti. Ma tra curve ampie e rilanci violenti, la loro struttura si è sfaldata proprio sul più bello. È lì che Blikra ha letto la situazione con freddezza. La Uno-X non voleva partire troppo lunga, ma restare incollata alle ruote giuste. Il norvegese ha scelto il lato sinistro, con vento a favore, e ha lanciato uno sprint prolungato, potente, senza esitazioni.
Emmanuel Houcou (Pinarello-Q36.5) ha provato a rimontare sulla destra con un progressione costante, mentre Sebastián Molano, già vincitore della prima tappa, cercava spazio per uscire ai 200 metri. Ma Blikra aveva già preso mezza bici di vantaggio. Sul colpo di reni il margine si è allargato quel tanto che basta per alzare le braccia. Secondo Houcou, terzo Molano.
Per Blikra è il successo più importante degli ultimi anni, il segnale che la Uno-X può alzare il livello anche negli arrivi ad alta velocità. Una volata così non la vinci solo con i watt: serve tempismo, scelta di linea, capacità di restare lucido quando il treno perfetto deraglia.
La generale, però, si deciderà sull’ascesa di Jebel Al Akhdhar: 5,5 chilometri al 9,9% medio. Una rampa secca, che ti mette fuorigiri se sbagli rapporto e ti svuota le gambe se parti troppo forte. Adam Yates, già due volte re di questa salita, accusa 32 secondi da Schmid e ha terreno per ribaltare la corsa. Ma con quasi venti corridori racchiusi in meno di un minuto, sarà battaglia vera.
Dopo la volata caotica di Sohar, il Tour of Oman si prepara alla resa dei conti in salita. Velocisti in archivio, ora tocca agli scalatori. Francesco.
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