Il ciclismo moderno non si gioca solo sulla testa della corsa, ma anche nei corridoi degli hotel e nelle telefonate tra manager. L’ultima bordata arriva da Patrick Lefevere, che non ha usato mezzi termini parlando del futuro di Paul Seixas, il diciannovenne francese capace di infiammare le Strade Bianche con un secondo posto alle spalle di Tadej Pogačar.
Dopo Siena, le voci si sono moltiplicate. Seixas piace, eccome. Decathlon CMA CGM vuole trattenerlo, ma i budget di UAE Team Emirates-XRG e Ineos Grenadiers fanno rumore. In Belgio si è iniziato a sussurrare di un possibile assalto del team emiratino, alimentato anche dal fatto che il fratello di Paul, Nino, abbia svolto uno stage con la squadra di Pogačar. Daniel Benson, citando l’agente del corridore a Parigi-Nizza, ha però chiarito che il talento francese non ha ancora deciso il suo futuro.
Lefevere, ex storico team manager della Quick-Step, ha acceso la miccia nella sua rubrica su Nieuwsblad. Il bersaglio è chiaro: ingaggiare Seixas quando in rosa c’è già Pogačar sarebbe, a suo dire, “un comportamento ostentato”. Parole pesanti, che vanno dritte al punto. Secondo il belga, avere il budget più alto del WorldTour comporta anche una responsabilità etica. E aggiungere un altro potenziale uomo da grandi Giri a un roster che ruota già attorno a uno sloveno di 27 anni nel pieno della maturità atletica sarebbe eccessivo.
Il riferimento a Joxean Fernández Matxin, diesse e uomo mercato di UAE, è ancora più diretto. Lefevere sostiene che si stia spingendo troppo oltre, dimenticando le proprie radici. Non è solo una questione tecnica, ma politica: chi controlla i talenti controlla il futuro del gruppo compatto.
Qui entra in scena un altro attore chiave: gli agenti. Lefevere allarga il mirino e accusa il sistema di alimentare il mercato con indiscrezioni mirate a far salire il prezzo. Uffici strutturati, più rappresentanti, strategie aggressive. Il ciclismo cambia pelle anche fuori dall’asfalto. La sua è una critica netta: meno pianificazione a lungo termine, più gioco al rialzo.
Il nodo centrale resta sportivo. Che senso avrebbe per Seixas andare in una squadra costruita attorno a Pogačar? Il francese alle Strade Bianche ha mostrato fondo, personalità e capacità di reggere i cambi di ritmo sullo sterrato, restando con i migliori fino al momento decisivo. Ma diventare il “successore” di uno che domina Classiche e Grandi Giri è un’altra partita. In UAE il capitano è uno solo, e quando parte in uno scatto in salita o rilancia in pianura dopo un tratto in scia, il copione è chiaro per tutti.
Ineos osserva, forte del nuovo sponsor, pronta a rilanciarsi come ai tempi di Sky. Decathlon sogna di costruire attorno a Seixas un progetto francese, dandogli gradi e calendario su misura. La scelta, per un ragazzo di 19 anni, pesa più di qualsiasi sviluppo metrico in salita.
Il mercato è appena entrato in ebollizione, e siamo solo a marzo. La sensazione è che la battaglia per Seixas sarà lunga e strategica, giocata più a colpi di visione che di assegni. In gruppo compatto, chi si muove troppo presto spreca energie. Ma chi aspetta rischia di restare chiuso.
Francesco
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