Alec Segaert ha vinto il Grand Prix de Denain con un’azione da corridore vero, di quelli che non aspettano lo sprint del gruppo compatto. Cinquanta chilometri all’attacco insieme a Per Strand Hagenes, poi il colpo secco a 2,5 km dall’arrivo e una cronometro a tutta fino al traguardo, con il gruppo che gli piombava addosso a vista d’occhio. Stavolta, a differenza di Nokere Koerse dove era stato ripreso negli ultimi cento metri, il belga ha resistito. Vittoria salva. Ma con cartellino giallo.
La giuria ha infatti rivisto il comunicato di gara e ha sanzionato il corridore della Bahrain Victorious per “uso di una posizione o punto di supporto non conforme sulla bicicletta che rappresenta un pericolo per il corridore o per gli altri”. Tradotto: posizione aerodinamica irregolare.
Il riferimento è chiaro. Il regolamento UCI 2.2.025 vieta l’utilizzo degli avambracci come punto di appoggio sul manubrio, salvo nelle prove contro il tempo. È una norma introdotta nel 2021 nel pacchetto sicurezza, per limitare le posizioni estreme viste negli anni precedenti. In linea, i punti di contatto devono restare tre: piedi sui pedali, mani sul manubrio, bacino sulla sella. Tutto il resto esce dal seminato.
Nelle immagini finali di Denain si vede Segaert in assetto molto raccolto, mani vicine alle leve e avambracci apparentemente appoggiati alla parte alta del manubrio. Una postura pensata per fendere l’aria negli ultimi chilometri, quando sei al limite e ogni watt deve trasformarsi in avanzamento puro. Più chiudi la superficie frontale, meno resistenza opponi. Ma se l’avambraccio scarica peso dove non dovrebbe, scatta la sanzione.
La penalità è stata relativamente contenuta: 500 franchi svizzeri di multa e 15 punti in meno nel ranking UCI. Nessuna squalifica, nessuna eliminazione dall’ordine d’arrivo. Il regolamento prevede un ventaglio di opzioni – multa, perdita di punti, cartellino giallo, fino alla squalifica – e in questo caso la giuria ha scelto la linea intermedia. Vittoria confermata.
Attenzione però al cartellino. Il sistema dei gialli, entrato a regime nel 2025, prevede la sospensione automatica in caso di tre cartellini in un periodo di 30 giorni. Segaert ora è avvisato. Finora nel 2026 l’UCI ha già distribuito 34 cartellini, 304 da quando il sistema è operativo. L’unico precedente di sospensione multipla resta quello di Oscar Riesebeek nel 2025, fermato per sette giorni dopo due infrazioni al Baloise Belgium Tour.
La squadra, interpellata sull’episodio specifico, si è limitata a rispettare la decisione: regolamento UCI, decisione accettata. Fine. Ma il tema resta caldo, perché il confine tra ricerca aerodinamica e infrazione è sottile come una lama.
In fuga solitaria, con il gruppo che rientra e le gambe che bruciano, la tentazione di chiudersi il più possibile sull’anteriore è forte. Però la sicurezza viene prima. Una posizione instabile, con peso avanzato sugli avambracci, riduce la capacità di controllo nei tratti nervosi e nelle curve sporche come quelle di Denain.
Segaert si prende la vittoria, ma il messaggio è chiaro: si può attaccare da lontano, si può rischiare tatticamente, non si può uscire dai binari tecnici fissati dal regolamento. L’equilibrio tra prestazione e sicurezza oggi passa anche da qui.
Francesco
20
