La Milano-Sanremo non perdona, ma quest’anno non sarà il freddo a fare selezione. Niente pioggia, niente gelo, niente Turchino imbiancato come nel 2013. Sulla Riviera ligure è attesa una giornata asciutta, cielo incerto e temperatura intorno ai 14°C. Il vero giudice sarà il vento. O meglio, la sua assenza.
Dodici mesi fa il gruppo viaggiava verso Sanremo sospinto da una coda di 20 km/h lungo l’Aurelia. Una spinta costante che ha trasformato la corsa in un proiettile. Tadej Pogačar ha sfruttato quelle condizioni come un corridore che sente l’odore del sangue: scatto deciso sulla Cipressa, ritmo feroce sui 5,7 km al 4%, selezione brutale. Con lui solo Van der Poel e Ganna, mentre dietro il gruppo si sfaldava nell’inseguimento.
Il vento in coda, su una salita pedalabile come la Cipressa, cambia tutto. Aumenta la velocità media, riduce il tempo di reazione del gruppo e, soprattutto, premia chi attacca perché l’inseguimento fatica a organizzarsi. Se davanti c’è uno come Pogačar che rilancia in uscita di curva e non perde un colpo sul falsopiano, il margine si scava metro dopo metro.
Quest’anno lo scenario è diverso. Le previsioni parlano di brezze leggere dal Mediterraneo, niente spinta alle spalle lungo la costa. E questo pesa. Con vento contrario o laterale, anche debole, l’azione sulla Cipressa perde efficacia. Il gruppo, lavorando compatto in testa della corsa, divide lo sforzo e tiene l’attaccante più vicino. In una Classica di 290 chilometri, ogni watt risparmiato in scia diventa oro negli ultimi 25.
UAE Team Emirates-XRG ha un piano chiaro: indurire la corsa prima del Poggio e togliere di ruota i velocisti puri. Ma senza vento favorevole, l’azione dovrà essere ancora più violenta per fare la differenza. Servirà un ritmo che porti tutti fuori soglia, una progressione che trasformi la Cipressa in un banco di prova lattacido, non in una semplice rampa di lancio.
Anche sul Poggio il vento sarà quasi neutro. Una leggera brezza in quota non dovrebbe incidere in modo decisivo. Tradotto: scenario classico. Scatti secchi negli ultimi 1500 metri, rilanci esplosivi tra i tornanti, poi discesa al limite e caccia disperata verso Via Roma. Se il gruppo resta compatto allo scollinamento, sarà difficile evitare una volata ristretta.
Mathieu van der Poel lo ha detto chiaramente: le condizioni perfette dello scorso anno non si ripetono facilmente. Senza quella spinta, attaccare sulla Cipressa diventa un’altra storia. E lui sa bene che se Pogačar guadagna anche solo pochi secondi in un tratto favorevole, poi è complicato chiudere.
Discorso simile per la prova femminile. L’assenza di vento forte lungo la costa può favorire le squadre interessate a controllare la corsa. Lorena Wiebes, già vincitrice in Via Roma, ha la squadra per tenere compatto il gruppo e la potenza per digerire il Poggio senza andare fuorigiri. Chi non ha il suo spunto dovrà anticipare, magari attaccando prima dello scollinamento o forzando in discesa.
La Milano-Sanremo resta una corsa “semplice” nel profilo e terribilmente complessa nella dinamica. Quest’anno il meteo non stravolgerà i valori. Niente variabili estreme, niente raffiche a spezzare il gruppo sui tratti esposti della pianura lombarda. Saranno le gambe e il tempismo a decidere.
E quando le condizioni sono neutre, vince chi ha più motore e più coraggio nel momento giusto. Francesco
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