Elisa Longo Borghini non prenderà il via della Milano-Sanremo Women 2026. La campionessa italiana si è fermata alla vigilia, colpita da un’infezione virale alle vie respiratorie superiori sviluppata nella notte. Un colpo secco, arrivato quando tutto era pronto per rivederla all’attacco tra Cipressa e Poggio.
La ligure l’aveva cerchiata in rosso. Dodici mesi fa era arrivata a un soffio dalla vittoria, rimontata negli ultimi metri dopo un’azione coraggiosa nel finale. Quest’anno si presentava con gambe e condizione: successo nella tappa regina e classifica generale all’UAE Tour Women, quarto posto alle Strade Bianche dopo una prova solida e poi vittoria al Trofeo Oro in Euro. Segnali chiari. Motore acceso, brillantezza in salita, capacità di fare la differenza quando la strada si impenna.
La sua assenza cambia l’equilibrio tattico della corsa. Senza una delle poche atlete capaci di forzare davvero sulla Cipressa e di rilanciare sul Poggio, il copione si sposta verso uno scenario più controllato. Meno scatti da lontano, più squadra a dettare il ritmo, più possibilità che il gruppo compatto arrivi a giocarsi la Via Roma. In altre parole, il terreno torna favorevole alle ruote veloci, con la campionessa uscente Lorena Wiebes che vede aumentare le proprie carte.
Longo Borghini non è solo un nome sul foglio firma. È un’atleta che sa leggere la corsa, che anticipa i momenti chiave. Quando alza l’andatura sulla Cipressa non lo fa per testare le gambe: lo fa per spezzare il gruppo, per portare la corsa fuori dall’inerzia. La sua progressione è regolare ma insistente. Ti mette in soglia e ti costringe a scegliere: o salti, o vai fuorigiri. E sul Poggio, con quei cambi di ritmo secchi, riesce a fare selezione vera, non teorica.
UAE Team ADQ dovrà ridisegnare la strategia. Al suo posto entra Alena Amialiusik, atleta esperta, mentre restano carte interessanti come Silvia Persico, corridora duttile capace di tenere sulle salite brevi e di difendersi in uno sprint ristretto. Mavi García e Dominika Włodarczyk possono provare ad anticipare sui capi, a muovere la corsa prima che le squadre delle sprinter prendano il controllo. Ma senza la leader designata, il peso specifico della squadra cambia: da riferimento tra le favorite a formazione pronta a sorprendere.
La Milano-Sanremo Women resta una gara sottile, dove 150 chilometri possono esplodere in cinque minuti. Basta una progressione violenta sulla Cipressa, una traiettoria sbagliata in discesa, un attimo di esitazione prima dello scollinamento del Poggio. Senza Longo Borghini, manca una delle micce più affidabili per accendere quel finale.
Per il pubblico italiano è una perdita pesante. Per la corsa, un tassello che salta e riscrive gerarchie e responsabilità in gruppo. Le squadre delle velociste avranno meno pressione nel controllare, ma dovranno comunque tenere alta l’attenzione. Perché la Sanremo non perdona: se lasci spazio a chi osa, poi non li riprendi più.
Francesco
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