A Maldegem, sul tracciato sabbioso del Parkcross, il post-Mondiale ha cambiato volto ma non bandiera. Assente Mathieu van der Poel dopo settimane di dominio, ci ha pensato il compagno di squadra Niels Vandeputte a tenere alto il marchio Alpecin-Premier Tech, conquistando la sesta prova dell’Exact Cross con una corsa di lettura, gamba e sangue freddo.
La giornata è scivolata via sotto un clima mite, terreno traditore più che selettivo. Kevin Kuhn scatta forte al via e prende l’hole shot, ma il gruppo resta compatto per oltre metà gara. Nessuno forza davvero: si studia, si resta in scia, si aspetta l’errore. Il Parkcross è così, sembra innocuo finché non ti presenta il conto nella sabbia.
Il primo vero strappo arriva al sesto giro. Michael Vanthourenhout e Gerben Kuypers alzano il ritmo, provano a rompere l’inerzia. Felipe Orts risponde con decisione: lo spagnolo ha gamba, guida pulita e non teme i tratti molli. È uno dei più brillanti in corsa. Ma la sabbia non fa sconti. Prima Kuypers, poi Vanthourenhout finiscono a terra nel giro di poche tornate. Cadute che cambiano la corsa senza bisogno di attacchi.
Davanti restano in tre: Vandeputte, Joran Wyseure e Orts. È il momento chiave. Orts sfiora un’altra caduta nel tratto sabbioso nel finale, evita il disastro ma paga lo sforzo per rientrare. Energia buttata, lucidità che cala. In un cross di questo livello, un rilancio sprecato pesa come un rapporto troppo lungo in uscita di curva.
Wyseure entra per primo nell’ultimo giro, prova a mettere pressione. Vandeputte non si scompone. Aspetta il punto giusto e poi cambia passo. Non è uno scatto secco, è una progressione costante, fatta di frequenza e trazione. Nel fango leggero e nella sabbia compatta mantiene la bici incollata al terreno, assetto sempre composto. Wyseure va fuori giri, deve alzare bandiera bianca e accontentarsi del secondo posto. Orts chiude terzo, penalizzato da quell’attimo di esitazione decisivo.
Per Vandeputte è una vittoria che pesa. Arriva subito dopo il Mondiale dominato dal compagno di squadra e conferma una crescita ormai evidente. Non è un successo costruito con un’azione a lunga gittata, ma con intelligenza tattica. Sempre nella testa della corsa, mai uno sforzo inutile, pronto a colpire quando gli altri pagano.
L’Exact Cross di Maldegem lascia un messaggio chiaro: anche senza il fenomeno olandese in gara, il livello resta altissimo e la differenza la fanno i dettagli. Scelta delle traiettorie, gestione dello sforzo, capacità di restare lucidi quando il fondo si muove sotto le ruote. Nel ciclocross moderno non vince solo chi spinge più forte, ma chi sbaglia meno.
Francesco
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