Il debutto di Remco Evenepoel con la maglia Red Bull-BORA-hansgrohe non poteva essere più incisivo: vittoria finale alla Volta a la Comunitat Valenciana 2026, due successi di tappa e la sensazione netta di avere sempre la corsa in mano. Cinque vittorie individuali in otto giorni di gara (sei contando la cronosquadre di Mallorca, che Remco non inserisce nel conto) raccontano un avvio di stagione mai visto prima per il belga.
La tappa conclusiva, 94,7 chilometri rapidi e nervosi fino a Valencia, è stata gestita con freddezza da ammiraglia. Emil Herzog davanti per tutta la giornata ha garantito margine e controllo, evitando fiammate nel gruppo compatto. Quando la fuga è arrivata al traguardo, Herzog ha chiuso secondo allo sprint; alle sue spalle, a due secondi, Evenepoel e Giulio Pellizzari hanno regolato il drappello degli inseguitori. Generale in cassaforte, Pellizzari sul podio: lavoro di squadra pulito, senza strappi inutili.
In classifica finale, sul podio con Evenepoel sono saliti João Almeida (UAE Team Emirates XRG) e lo stesso Pellizzari. Un segnale doppio: Remco c’è, ma c’è anche una struttura che lo protegge e lo rilancia nei momenti giusti. Nelle tappe decisive, il belga ha fatto la differenza quando contava, senza mai finire fuori posizione. Anche nel finale caotico di Valencia, tra asfalto scivoloso e rotonde da interpretare, ha scelto la sicurezza, restando coperto e in controllo.
Il confronto con i grandi rivali di luglio è inevitabile. Tadej Pogačar non ha ancora attaccato il numero e Jonas Vingegaard ha dovuto rinviare l’esordio per caduta e problemi di salute, saltando l’UAE Tour. Evenepoel, invece, ha messo chilometri di gara nelle gambe e risultati pesanti nel carniere. Un vantaggio psicologico, prima ancora che atletico.
Eppure Remco frena gli entusiasmi. Niente paura di un picco di forma anticipato. Nessun rimescolamento del calendario. Il piano resta lineare: ora recupero, poi UAE Tour, quindi un lungo periodo in altura per affinare il motore e alleggerire ulteriormente il peso gara. Catalunya come passaggio chiave, quindi le Ardenne, terreno che sente suo. Niente Milano-Sanremo all’orizzonte, nessuna accelerazione forzata.
Le parole del belga sono chiare: il lavoro invernale sta pagando, ma margine ce n’è ancora. Senza campi in quota alle spalle, la condizione c’è ma non è al limite. Questo spiega una lettura di corsa matura: pochi scatti inutili, rilanci solo quando servono, attenzione costante alla posizione in sella e alla sicurezza nei finali. Non è solo potenza: è gestione.
Il primo bilancio con la nuova squadra parla di fiducia reciproca. La BORA gli ha dato copertura e calma; Remco ha risposto con risultati immediati, senza strafare. Passo dopo passo, come dice lui. Ma quando si vince così, così presto, il messaggio è già arrivato alla testa della corsa mondiale. Francesco.
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