La quarta tappa dell’Étoile de Bessèges si chiude con una di quelle storie che il ciclismo sa ancora regalare. A Vauvert, dopo 155 chilometri di strade piatte e nervose, è Joppe Heremans a prendersi tutto: vittoria di tappa, primo successo da professionista e schiaffo sportivo a un gruppo pieno di WorldTour e ProTeam. Belgio puro, squadra Continental, coraggio e gamba.
La frazione, da Saint-Christol-lez-Alès a Vauvert, era disegnata per un finale veloce ma tutt’altro che semplice. Strade larghe, vento a tratti, rotonde piazzate dove serviva stare davanti. Le uniche difficoltà altimetriche erano le due ascese della Côte d’Anduze, un chilometro secco, più per spezzare il ritmo che per fare selezione vera. Il gruppo, però, non ha mai viaggiato sereno. Tensione alta, velocità costante, posizione che contava chilometro dopo chilometro.
In avanscoperta se ne vanno presto in tre: Valentin Retailleau (TotalEnergies), Clément Davy (Nice Métropole Côte d’Azur) e Tommaso Bessega (Polti VisitMalta). Due minuti di margine, collaborazione onesta e tanto lavoro, ma dietro nessuno concede spazio vero. Unibet Rose Rockets controlla per Lukáš Kubiš, maglia di leader e uomo da testa della corsa ogni volta che c’è da fare ordine.
Col passare dei chilometri il gruppo compatto aumenta la pressione. Alpecin-Premier Tech e Decathlon CMA CGM si inseriscono nell’inseguimento. A 40 km dall’arrivo il vantaggio cala, sotto il minuto negli ultimi giri del circuito finale. Bessega alza bandiera bianca, Retailleau e Davy resistono finché possono, ma vengono ripresi poco prima dell’ultimo chilometro.
Da lì è una battaglia di nervi. Posizione, scia giusta, rapporto corretto. Andrea Mifsud prova ad anticipare, sprint lungo, scelta istintiva. Heremans capisce che è il momento: si alza sui pedali, lancia lo scatto con circa 200 metri ancora da coprire. Non aspetta, non guarda. Tiene alto il ritmo, spinge un rapporto pieno e non si scompone quando alle spalle Kubiš rimonta deciso. Il belga della Van Rysel Roubaix resiste fino alla linea, braccia al cielo e incredulità stampata in faccia.
Dietro, Kubiš centra il terzo secondo posto della settimana e rafforza la leadership. Paul Lapeira è terzo dopo aver lavorato tanto con la sua Decathlon, e nel dopo-arrivo c’è un gesto, un mezzo reclamo, ma nulla che cambi l’ordine d’arrivo.
Classifica generale che resta apertissima: Kubiš guida con 13 secondi su Henri Uhlig, in vista della cronometro finale. Ma oggi la scena è tutta per Heremans. Vittoria costruita con tempismo e sangue freddo, quando contava solo una cosa: andare a tutta dal fondo fino al cartello dell’arrivo. Questo è ciclismo.
Francesco.
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