Mads Pedersen stringe i denti e guarda al Belgio. La Sanremo, salvo sorprese clamorose, scivola via dal suo calendario. Dopo la caduta rovinosa alla Volta a la Comunitat Valenciana – prima tappa, asfalto freddo e conseguenze pesanti – il danese si è ritrovato con polso e clavicola fratturati. Un colpo secco, di quelli che ti fermano di netto quando la stagione deve ancora prendere ritmo.
Siamo alla sesta settimana di recupero. Pedersen è passato dai rulli al ritiro di squadra a Maiorca. Segnale chiaro: la riabilitazione procede, ma i tempi della Milano-Sanremo non perdonano. In Lidl-Trek lo dicono senza giri di parole: ad oggi non è in programma alla Classicissima.
Eppure il focus resta sulle Fiandre. Non è una scelta romantica, è una questione di caratteristiche. Pedersen è uno che sui muri fiamminghi sa stare davanti, che regge i cambi di ritmo violenti e sul pavé riesce a scaricare potenza con continuità. Ha vinto tre volte la Gent-Wevelgem, è salito sul podio al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix. Quel terreno esalta il suo motore diesel e la sua capacità di rilancio dopo ogni acciottolato.
Il nodo, però, è uno solo: tornerà alle corse senza aver gareggiato prima. E questo cambia tutto. Per un corridore del suo calibro, presentarsi a una Monumento senza ritmo gara significa affrontare sforzi massimali – scatti ai 500-600 watt sui muri, accelerazioni ripetute fuori soglia – senza il riferimento del gruppo compatto. In allenamento puoi simulare lo sforzo, ma non replicare la tensione della testa della corsa quando l’ammiraglia urla distacchi e davanti si muovono i grandi favoriti.
Il direttore sportivo Kim Andersen è stato chiaro: “Non può fare più di quello che sta facendo ora”. Tradotto: il danese sta lavorando al limite consentito dall’infortunio. Carico progressivo, attenzione alle sollecitazioni su polso e spalla, ritorno graduale alla posizione in sella più aggressiva. Dopo una frattura alla clavicola, anche mantenere stabilità nel fuorisella richiede tempo. E sulle pietre, se non controlli l’anteriore nei tratti sconnessi, paghi subito.
Pedersen lo sa. Nel podcast del team ha parlato con cautela. Dice che le sensazioni sono incoraggianti, ma ammette l’incognita più grande: le gambe in gara. Se riuscirà a essere al via delle Classiche fiamminghe, saranno le sue prime corse dell’anno. Nessun banco di prova intermedio, nessuna rifinitura in una breve gara a tappe per ritrovare automatismi nel gruppo.
Intanto Lidl-Trek deve gestire un periodo complicato. Anche Juan Ayuso è finito a terra alla Parigi-Nizza, mentre Skjelmose combatte con problemi al polso. Un inizio di stagione in salita per una squadra che punta forte alle Classiche.
Pedersen, però, non è tipo da risparmiarsi. Se crede nell’obiettivo Belgio, significa che sta spingendo forte sui pedali. La domanda vera non è se avrà coraggio di provarci. Quello non gli manca. La domanda è quanto margine avrà quando la corsa esploderà sul Kwaremont o nell’inferno della Roubaix. Senza ritmo gara nelle gambe, ogni rilancio pesa il doppio.
Le Fiandre sono ancora nel mirino. La Sanremo, per quest’anno, sembra destinata a restare un rimpianto. Francesco.
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