Thibau Nys si ferma proprio quando la strada comincia a salire verso gli obiettivi più pesanti della stagione. Il talento belga della Lidl-Trek salterà interamente la campagna delle Classiche di primavera dopo un intervento chirurgico al ginocchio sinistro. Stop obbligato, non una scelta tattica.
Il problema è stato identificato in una sindrome da frizione prepatellare, conseguenza di un impatto precedente che continuava a presentare il conto sotto forma di dolore ricorrente. Nys avvertiva fastidio già da tempo, ma le ultime sensazioni negative in allenamento hanno convinto squadra e corridore a intervenire in modo definitivo. Alzarsi sui pedali con un’infiammazione in quella zona significa perdere efficacia nel rilancio, soprattutto quando si spinge un rapporto lungo sugli strappi secchi delle Ardenne.
L’operazione, eseguita all’ospedale di Herentals, è consistita in una fasciectomia prepatellare parziale. Procedura mirata, intervento riuscito. Adesso però arriva la parte più delicata: il recupero. La Lidl-Trek ha fissato un minimo di tre settimane e mezzo completamente lontano dalla bici prima di riprendere gradualmente ad allenarsi. Tradotto: rientro alle corse non prima della tarda primavera, con una data ancora da definire in base alla risposta del ginocchio.
Il calendario di Nys era chiaro e ambizioso. Ardenne in aprile – Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi – e poi Giro d’Italia. Corse che esaltano corridori esplosivi, capaci di cambiare ritmo in salita e tenere una posizione in sella aggressiva negli ultimi chilometri. L’anno scorso aveva chiuso 12°, 8° e 5° nel trittico delle Ardenne: progressione evidente, gamba in crescita, fiducia nel finale. Quest’anno avrebbe potuto giocarsi qualcosa in più nella testa della corsa.
Il 2026 su strada, in realtà, non era ancora cominciato. L’ultima apparizione agonistica risale al Mondiale di ciclocross del 1° febbraio, chiuso con un terzo posto alle spalle di Mathieu van der Poel. Un risultato che conferma il motore e la brillantezza del belga, abituato a uno sforzo intermittente, fatto di scatti violenti e continui cambi di ritmo. Proprio quelle sollecitazioni, sommate ai carichi di lavoro invernali, possono stressare un’articolazione già colpita in passato.
Per un corridore di 23 anni lo stop pesa, ma non cambia la traiettoria di carriera. La priorità adesso è guarire bene. Un ginocchio non perdona: se torni troppo presto, perdi forza nella fase di spinta e compensi con l’anca o con l’altro arto. E a quel punto il problema si moltiplica. Meglio saltare una stagione di Classiche che compromettere continuità e crescita.
La Lidl-Trek perde una pedina importante per le Ardenne, terreno dove Nys rappresentava una carta offensiva capace di muoversi anche da lontano. Nel ciclismo moderno, fatto di corse dure fin dal primo chilometro, serve potenza aerobica ma anche capacità di assorbire accelerazioni sopra soglia. Nys aveva dimostrato di avere entrambe.
Adesso il gruppo compatto delle Classiche non vedrà il suo scatto negli ultimi muri. Dovrà aspettare l’estate per rimettersi un dorsale. Con la stessa fame, ma con un ginocchio finalmente libero di spingere.
Francesco
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