Bauke Mollema ha deciso quando scendere dall’ammiraglia per l’ultima volta. A fine stagione 2026 il neerlandese chiuderà una carriera lunga diciannove anni nel gruppo professionistico, annunciando la scelta con la sobrietà di chi ha sempre lasciato parlare le gambe. A 39 anni, Mollema aprirà il suo ultimo capitolo alla Volta a la Comunitat Valenciana, primo appuntamento di una stagione che sarà insieme passerella e battaglia vera, perché certi corridori non sanno pedalare a mezzo servizio.
La sua storia è un esempio di continuità rara. Due squadre soltanto in quasi vent’anni: Rabobank prima, Trek poi, oggi Lidl-Trek. Cresciuto nel vivaio olandese, passa professionista nel 2008 e nel 2015 cambia maglia, senza mai cambiare identità. Scalatore resistente, passista capace di fare male da lontano, Mollema è stato uno di quelli che tengono la testa della corsa quando la strada sale lunga e cattiva, senza bisogno di scatti plateali.
I numeri raccontano bene il personaggio. Diciotto vittorie da professionista, ma soprattutto successi pesanti. Due tappe al Tour de France, nel 2017 e nel 2021, conquistate con intelligenza tattica e tempi di rilancio perfetti. Una tappa alla Vuelta a España 2013, in un grande giro dove ha spesso giocato ruoli da protagonista nelle classifiche e nelle fughe di giornata. Ma il sigillo che lo definisce arriva nel 2019, al Lombardia. Lì Mollema parte a diciotto chilometri dall’arrivo e non si volta più. Azione secca, passo costante, rapporto giusto sempre sotto ai pedali. Dietro Alejandro Valverde, campione navigato, deve arrendersi. È ciclismo d’altri tempi: niente calcoli, solo forza e lettura della corsa.
Nel 2025 Mollema dimostra di avere ancora colpi veri, salendo sul podio del Gran Piemonte. Terzo posto, ma peso specifico alto, perché ottenuto contro avversari più giovani, su un tracciato che premia fondo e tenuta più che lo scatto breve. Un segnale chiaro: il motore c’è ancora, la testa pure.
L’annuncio arriva via Instagram, con parole semplici. “Il tempo vola quando ti diverti”, scrive. Vent’anni vissuti inseguendo un sogno, tra il ciclismo locale e il WorldTour. Un’ultima stagione, “one last dance”, come la chiama lui. Il programma completo del 2026 non è stato ancora definito, ma è lecito aspettarsi di vedere Mollema nel suo terreno ideale: corse dure, finali selettivi, giornate da fuga lunga dove lo sviluppo metrico conta quanto il sangue freddo.
Mollema non è mai stato l’uomo dei titoli a effetto o delle pose a favore di camera. È stato un lavoratore di lusso del gruppo, uno che quando la strada saliva o il ritmo diventava feroce c’era sempre. Il suo ritiro segna la perdita di una figura solida, affidabile, rispettata da compagni e avversari. Nel ciclismo moderno, fatto di watt e picchi, Mollema ha ricordato a tutti il valore della costanza e della fatica portata fino in fondo. L’ultimo anno è iniziato. E conoscendolo, non sarà una passerella qualunque.
Francesco
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