La giornata a Maiorca si chiude con una salita corta, ruvida e senza sconti, e con una corsa che non concede respiro fin dal via. Il Trofeo Binissalem-Andratx, ultimo atto della Challenge Mallorca femminile, va a Karlijn Swinkels, che sintetizza forza, lettura tattica e gioco di squadra in un finale tutto in piedi sui pedali.
Il vento costringe gli organizzatori a tagliare il percorso: dai 107 km iniziali si scende a 75, ma restano tre GPM e l’arrivo in cima ai 2,3 km del Port d’Andratx. Ne esce una gara nervosa, con il gruppo compatto per oltre metà corsa e una velocità sempre sopra soglia. Nessuna squadra ha interesse a lasciare spazio subito, le ammiraglie faticano a controllare e il plotone arriva al primo vero strappo già selezionato.
La corsa si decide negli ultimi 35 km, quando finalmente parte l’azione buona. Davanti si forma un drappello di otto atlete con dentro quasi tutte le squadre che contano: Movistar, UAE Team ADQ, Uno-X Mobility, Lidl-Trek. Una selezione pesante, che spegne sul nascere ogni velleità di inseguimento. Quando la fuga prende un minuto, dietro la strada diventa silenziosa.
Sulle rampe del Coll de sa Gramola, Movistar e UAE fanno ritmo. Non accelerazioni secche, ma un’andatura piena, da rapporti lunghi, che consuma le gambe. Anna Henderson forza in discesa, prova a scomporre, ma il gruppo di testa resta compatto fino all’imbocco dell’ultima salita. Ai piedi del Port d’Andratx il vantaggio è di 1’44”: la corsa è davanti.
Cat Ferguson lavora fino all’ultimo metro utile per Liane Lippert. È un compito chiaro: spremere il gruppo prima dello scontro finale. Quando la strada si impenna davvero, Ferguson salta, Gasparrini attacca a 1,5 km dall’arrivo su un tratto più pedalabile. È l’azione chiave: obbliga le altre a scoprirsi e prepara il terreno a Swinkels.
Restano in tre: Swinkels, Lippert e Mie Bjørndal Ottestad. Si guardano, si marcano, nessuna vuole partire troppo lunga su una salita che non perdona fuorigiri. Curve strette, ritmo spezzato, cuore in gola. Swinkels sceglie il momento giusto, lancia per prima e non si siede più. Non è uno sprint classico, è una progressione violenta, costruita sulla forza e sulla lucidità. Lippert prova a rispondere ma non trova lo sviluppo metrico giusto; Ottestad resta lì, ma deve accontentarsi del podio.
Per la UAE Team ADQ è la seconda vittoria in tre giorni nella Challenge Mallorca. Ma soprattutto è una conferma: squadra compatta, tattica chiara, gambe pronte già a gennaio. Swinkels finalizza un lavoro corale e manda un segnale forte per l’inizio di stagione. Qui non si vince per caso. Si vince quando testa e gambe girano insieme, anche nel vento di Maiorca.
Francesco.
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