Michael Vanthourenhout torna a sentire il sapore della vittoria nel momento in cui la stagione chiede gambe vere e testa fredda. A Middelkerke, ultima tappa del Superprestige, il belga firma il primo successo dal mese di dicembre, mettendosi alle spalle settimane complicate e l’assenza forzata dai Mondiali. Lo fa da corridore completo, leggendo il percorso, scegliendo il momento giusto per colpire e difendendo il risultato fino all’ultimo metro.
Il tracciato sul Mare del Nord non regala nulla. Sabbia, vento e continui cambi di ritmo spezzano il gruppo fin dalle prime battute. Davanti si muovono subito Joris Nieuwenhuis e Gerben Kuypers, con Vanthourenhout che lascia sfogare gli altri, tiene un assetto pulito e una cadenza sempre sotto controllo. Qui non vince chi forza, ma chi sa rilanciare senza andare fuorigiri sui tratti più molli.
Quando la gara entra nel vivo, Vanthourenhout cambia passo. Scatta secco, si riporta su Kuypers e spezza l’azione di Nieuwenhuis, costringendo l’olandese a perdere terreno. È una scelta di pura esperienza: portarsi davanti con un compagno e costringere gli inseguitori a lavorare. Dietro, Niels Vandeputte – leader della classifica generale – organizza l’inseguimento con metodo, senza strappi inutili, forte di una condizione ormai costante su tutta la stagione.
Il finale è una battaglia di nervi. Vanthourenhout gestisce, non spreca un colpo di pedale, mantiene uno sviluppo metrico efficace nelle sezioni più veloci e alza il ritmo solo quando serve, soprattutto nei rilanci fuori dalle curve sabbiose. Vandeputte rientra nel giro conclusivo, lascia Kuypers e si prende con autorità la seconda posizione, quanto basta per blindare la classifica generale del Superprestige. Kuypers completa il podio, premiato da una condotta di gara intelligente e sempre nelle prime posizioni.
Per Vanthourenhout è un successo che pesa più dei punti. Vincere dopo aver saltato l’appuntamento mondiale significa ritrovare certezze, soprattutto sul piano mentale. La sua azione non è stata spettacolare, ma tremendamente efficace: nessuna accelerazione inutile, nessun errore di traiettoria, sempre in equilibrio sopra la bici anche quando la sabbia chiede di alleggerire la pedalata e lavorare di braccia.
Il verdetto finale racconta anche un’altra storia: quella di Niels Vandeputte. Con il secondo posto a Middelkerke, il corridore dell’Alpecin-Premier Tech si assicura il trionfo nel Superprestige, confermandosi il riferimento più continuo del circuito. Non ha vinto tutte le gare, ma ha sempre risposto presente, dimostrando di saper correre in testa e difendersi quando le gambe non sono al massimo.
Middelkerke chiude così il Superprestige con un segnale chiaro: il ciclocross non è solo esplosività , ma gestione dello sforzo, lettura del terreno e capacità di scegliere il momento giusto per affondare. Vanthourenhout lo sa bene. E quando trova la giornata giusta, diventa ancora uno dei più duri da battere.
Francesco
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