Clara Koppenburg cambia strada, anzi fondo. Dopo oltre dieci anni di professionismo su asfalto, la tedesca sceglie il gravel e nel 2026 vestirà i colori della Tudor Pro Cycling, diventando la prima atleta donna della formazione svizzera. Una mossa che pesa, per lei e per un team che allarga l’orizzonte oltre la strada.
Koppenburg arriva al gravel con un curriculum solido. Pro’ dal 2015, ha corso per Bigla, WNT-Rotor, Paule Ka, Rally, Cofidis ed EF Education-Oatly. Anni di gruppo compatto, salite lunghe e giornate passate in scia, affinando resistenza e lettura di gara. Il risultato più brillante resta la Setmana Ciclista Valenciana 2019, ma il valore della sua carriera va letto anche nella continuità ad alto livello e nella capacità di stare nella testa della corsa quando la strada si impenna.
Il passaggio al gravel non nasce per moda. Nella seconda parte del 2025 Koppenburg ha iniziato a misurarsi seriamente con il fuoristrada, raccogliendo segnali chiari: quinto posto alla UCI Gravel World Series di Girona e sesta posizione alla Gravel Burn, gara a tappe dura, polverosa, senza sconti. Risultati che, parole del team, “hanno acceso il fuoco” della sua nuova direzione.
Lei lo dice senza giri: dopo una stagione su strada fatta di alti e bassi, serviva un cambio. Il gravel le ha restituito energia e motivazione. Chi pedala sa che quando la testa torna leggera anche le gambe girano meglio. Qui entra in gioco l’esperienza: gestione dello sforzo, scelta delle traiettorie, capacità di spingere rapporti lunghi sullo sterrato veloce e tornare agili quando il fondo frena tutto. Non è improvvisazione, è mestiere trasferito su un altro terreno.
Tudor Pro Cycling l’ha accolta nel primo ritiro di dicembre, inserendola nella squadra gravel insieme a Jan Stöckli. Il debutto è fissato per il 14 febbraio alla Santa Vall, in Spagna, gara a tappe che mette subito alla prova assetto, posizione in sella e adattamento al mezzo. Più avanti arrivano gli obiettivi grossi: The Traka e soprattutto Unbound Gravel, il banco di prova definitivo per chi vuole contare davvero in questa disciplina.
Dal punto di vista del team, l’ingresso di Koppenburg segna un passaggio simbolico e tecnico. Raphael Meyer, CEO e co-proprietario, parla di un momento di orgoglio: una roster che si allarga, una prima donna che porta valori e competenze, e un progetto gravel che prende struttura. Non sono parole di circostanza: per affrontare gare come Unbound serve organizzazione, supporto meccanico impeccabile e una visione chiara dello sviluppo degli atleti.
Koppenburg lo sa e si espone: vuole misurarsi con le prove più impegnative, rappresentare lo scudo Tudor e lasciare il segno. Il gravel non perdona, ma premia chi sa soffrire con intelligenza. Per una che arriva da anni di fatica su strada, è una sfida coerente. E tremendamente interessante.
Francesco.
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