Centocinquantasei chilometri lungo la costa ligure, il mare a sinistra e la tensione che cresce metro dopo metro. La Milano-Sanremo Women 2026 si decide ancora una volta tra Cipressa e Poggio, ma a far saltare il banco è Lotte Kopecky. La belga legge la corsa con lucidità , risponde agli scatti giusti e sulla Via Roma piazza la stoccata che lascia Noemi Rüegg a mezza ruota. Terza Eleonora Gasparrini, poi Puck Pieterse e Dominika Wlodarczyk.
La prima parte è una partita a scacchi a ritmo controllato. Dopo oltre un’ora senza sviluppi, si forma una fuga di nove atlete che arriva a sfiorare i quattro minuti di vantaggio. SD Worx-Protime prende la responsabilità dell’inseguimento: Femke Gerritse macina chilometri davanti al gruppo compatto, tiene l’andatura regolare e protegge le sue punte, Kopecky e Lorena Wiebes. È un lavoro sporco ma decisivo: quando si entra nel finale, le attaccanti hanno le ore contate.
Sui Tre Capi la corsa cambia pelle. Capo Mele e Capo Cervo selezionano senza strappi violenti, ma è sul Capo Berta – 1,9 km al 6,2% – che il gruppo si assottiglia. UAE Team ADQ forza il ritmo, le ultime fuggitive vengono riassorbite e davanti restano le gambe migliori. La sensazione è chiara: chi vuole vincere deve muoversi tra Cipressa e Poggio.
Sulla Cipressa (5,7 km al 4,1%) iniziano gli scatti veri. Visma-Lease a Bike prova a incendiare la salita con ripetuti attacchi, poi è Kasia Niewiadoma ad alzare la frequenza. Il gruppo si sgrana, Kopecky e Wiebes perdono qualche metro ma rientrano senza andare fuorigiri. È il segnale della maturità tattica della belga: non segue ogni accelerazione, sceglie quando spendere.
In cima scollina in testa Lieke Nooijen, che si lancia in discesa con una ventina di secondi. Dietro, però, la gara si spezza per un episodio pesante: Niewiadoma e Kim Le Court-Pienaar cadono nella discesa della Cipressa. La rincorsa si riorganizza, SD Worx rimette ordine e il vantaggio della fuggitiva si assottiglia prima del Poggio.
Sul Poggio (3,7 km al 3,8%) si concentrano gli ultimi 10 minuti di verità . Il ritmo cresce progressivamente fino agli strappi all’8%. Pieterse attacca, Rüegg si accoda, Kopecky chiude con decisione. Allo scollinamento davanti sono in cinque: Wlodarczyk, Kopecky, Rüegg, Pieterse e Gasparrini. Wiebes resta nel gruppo inseguitore: situazione perfetta per SD Worx, con una carta davanti e una dietro.
La discesa è tecnica, nervosa. Ci si guarda, si collabora a tratti. Wlodarczyk lavora a fondo per favorire Gasparrini, ma quell’impegno si paga nel finale. Ai 200 metri Kopecky è seconda ruota, posizione ideale: sviluppo lungo, potenza progressiva, nessuna esitazione. Parte secca, Rüegg prova ad affiancarla ma non passa. La belga tiene la linea e alza le braccia.
È una vittoria di testa oltre che di gambe. Kopecky non va allo scoperto troppo presto, usa il lavoro del team e sfrutta l’equilibrio tattico nel quintetto di testa. Primo successo WorldTour dalla scorsa stagione e risposta netta a chi aspettava conferme.
Alla Sanremo non basta avere velocità pura. Serve saper scegliere il momento, leggere il vento, gestire lo sforzo sui cinque capi e trasformare il Poggio in un trampolino. Kopecky lo ha fatto da campionessa vera. E sulla Via Roma ha lasciato solo l’ombra alle avversarie.
Francesco
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