Lorena Wiebes si presenta al via della UAE Tour Women come si presenta una campionessa vera: con i numeri dalla sua parte e la testa già dentro la corsa. Giovedì scatterà la quarta edizione della gara emiratina e la velocista olandese della SD Worx-Protime è, dati alla mano, la donna da battere. Sei vittorie di tappa in tre edizioni, tre sprint su tre dominati nel 2025 e una sensazione costante: quando la strada è piatta e il gruppo lancia la volata, Wiebes parte favorita.
La stagione passata ha alzato ulteriormente l’asticella. Venticinque successi, imbattuta negli sprint, titolo mondiale gravel e due maglie iridate su pista. Non è solo potenza pura: è capacità di leggere la corsa, stare sempre davanti quando il vento spezza il gruppo e sfruttare ogni minimo errore delle avversarie. Alla UAE Tour questo fa la differenza. Le strade larghe del deserto sembrano facili, ma basta una raffica laterale per trasformare il gruppo compatto in una fila indiana feroce. Nel 2025, proprio nelle fasi di ventagli, Wiebes ha vinto sprintando da un gruppetto di sei: posizione perfetta, lucidità massima.
Il percorso ripropone lo schema classico: tre tappe per velociste e il gran finale con Jebel Hafeet. La prima occasione arriva subito, 111 chilometri piatti da Al Mirfa a Madinat Zayed, dove Wiebes ha già alzato le braccia nel 2024. Se il vento sarà favorevole, ci sarà volata di gruppo; se girerà male, servirà stare davanti fin dal chilometro zero. Ed è qui che entra in gioco la squadra.
Il treno SD Worx resta uno dei più solidi del WorldTour. Barbara Guarischi torna al ruolo di ultimo uomo — o meglio, ultima donna — dopo l’esordio stagionale della olandese al Tour Down Under. Guarischi è garanzia di posizionamento: sa quando lanciare, sa quando “mollare” la capitana ai 150 metri giusti. Con loro c’è anche Anna van der Breggen, al debutto in questa corsa, che porta motore e intelligenza tattica. Le responsabilità saranno divise tra classifica e sprint, ma l’obiettivo è chiaro: tenere la velocità alta e non lasciare spazio alle improvvisazioni.
Wiebes è realista, e lo dice senza filtri: prima o poi arriverà il giorno in cui verrà battuta in volata. Ma non è un pensiero che la rallenta. La sua attenzione è sul migliorarsi, sull’equilibrio delicato tra sprint e tenuta in salita. Sul Jebel Hafeet non si nasconde mai. Due anni fa ha lavorato a lungo per Lotte Kopecky, dimostrando di poter stare in ritmo anche quando la strada sale decisa. Sa che affinare la salita comporta rischi sulla velocità di punta, ma sa anche come recuperarla con il lavoro specifico.
Le avversarie non mancano: Charlotte Kool, Chiara Consonni e altre sprinter pronte a cogliere l’attimo. Ma battere Wiebes richiede una corsa perfetta e, se possibile, toglierle lo sprint dalle gambe prima del rettilineo finale. Perché quando parte l’allungo, con il rapporto giusto e il gruppo in scia, la sensazione è sempre la stessa: la linea d’arrivo arriva troppo tardi per tutte le altre.
Francesco.
20
