Quando una pedivella si apre in due sotto sforzo, non è solo un problema tecnico: è una questione di sicurezza, fiducia e reputazione. Shimano ha accettato di pagare 11,5 milioni di dollari per chiudere una controversia con la US Consumer Product Safety Commission (CPSC) legata al richiamo globale delle guarniture Hollowtech II. Ma il colosso giapponese respinge le accuse e precisa: l’accordo non equivale ad ammettere di aver violato la legge.
La CPSC sostiene che Shimano non abbia “immediatamente segnalato” un difetto potenzialmente pericoloso, come richiesto dalla normativa statunitense sulla sicurezza dei prodotti. Secondo l’ente, le pedivelle interessate presentavano un difetto capace di generare un rischio sostanziale di infortunio grave o addirittura di morte.
I modelli coinvolti sono noti a chiunque mastichi ciclismo su strada di alto livello: Ultegra FC-6800 e FC-R8000, Dura-Ace FC-9000 e FC-R9100, oltre alla versione con misuratore di potenza FC-R9100P. Parliamo di gruppi montati su bici da gara, utilizzati in salite al limite della soglia e in volata a oltre 1.000 watt di picco. Componenti chiamati a trasferire ogni watt dal quadricipite alla catena senza dispersioni. Quando una struttura incollata cede, la perdita di rigidità è istantanea. E la caduta può essere inevitabile.
Il richiamo, annunciato nel 2023, ha riguardato più di 2,8 milioni di unità nel mondo. Solo in Nord America erano state inizialmente richiamate 760.000 guarniture. La CPSC parla di 4.519 casi di separazione delle pedivelle nel solo mercato nordamericano. Un numero che, su scala globale, potrebbe essere sensibilmente più alto.
Ancora più delicato il passaggio sulle tempistiche. L’ente statunitense afferma che Shimano avrebbe ricevuto migliaia di richieste di garanzia già a partire dal 2013, con decine di segnalazioni di infortuni: fratture ossee, lussazioni, ferite lacero-contuse. Da qui l’accusa di non aver comunicato con tempestività un difetto ritenuto potenzialmente pericoloso.
Shimano, attraverso un portavoce, ha ribadito di aver collaborato con la CPSC durante tutto il processo e di restare impegnata sul fronte della sicurezza e della conformità normativa. L’accordo economico, sottolinea l’azienda, chiude la disputa sulle tempistiche della comunicazione ma non rappresenta un’ammissione di colpa.
Oltre alla sanzione da 11,5 milioni di dollari, l’intesa prevede obblighi precisi: Shimano dovrà mantenere controlli interni e procedure rafforzate per garantire il rispetto della normativa sulla sicurezza dei consumatori. Sono previsti report annuali su programmi di conformità, audit interni, sistemi di controllo e formazione.
Per noi che viviamo la bici tra officina e strada, la questione va oltre le aule legali. Una guarnitura Hollowtech II è il cuore della trasmissione: rigidità torsionale per il rilancio fuori sella, stabilità sotto coppia quando si spinge un rapporto lungo controvento, affidabilità nelle granfondo dove la fatica scava dentro le fibre. Se quel cuore si incrina, si rompe il patto tra ciclista e mezzo.
La vicenda ricorda una verità semplice: l’innovazione tecnica deve marciare alla stessa velocità della responsabilità. Perché ogni componente non è solo un numero di serie, ma un atleta in assetto che si alza sui pedali e si fida ciecamente di ciò che ha sotto i piedi.
Francesco
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