Anna Henderson ha chiuso il 2025 con la sensazione chiara di aver cambiato marcia. Non uno scatto secco, ma un rilancio lungo, costruito giorno dopo giorno. A 27 anni, al primo anno con Lidl-Trek, la britannica ha messo insieme risultati che pesano: prime vittorie WorldTour, due giorni in maglia rosa al Giro d’Italia Women, successo nella cronosquadre inaugurale della Vuelta Femenina, podi tricolori e piazzamenti di spessore tra Classiche, Mondiali a cronometro e grandi corse a tappe.
Il punto di svolta è stato il Giro. La vittoria di tappa, arrivata dopo oltre 40 chilometri all’attacco insieme a Dilyxine Miermont, racconta molto di più di un colpo di gambe. Henderson ha letto la corsa, ha sfidato l’immobilismo del gruppo e ha sfruttato un contesto tattico che nel ciclismo femminile oggi premia l’iniziativa. Non solo: quel successo l’ha definitivamente fatta uscire dall’etichetta di “sola cronowoman”, marchio che si portava dietro anche dopo l’argento olimpico nella prova contro il tempo di Parigi 2024.
Il passaggio a Lidl-Trek, dopo un 2024 durissimo segnato da due fratture alla clavicola e tre interventi chirurgici, è stato un reset completo. Henderson parla di adattamento, di trovare il proprio spazio in una nuova “casa”. Chi vive il ciclismo sa che cambiare squadra significa cambiare abitudini, ruoli, riferimenti. Nel suo caso, il secondo anno promette maggiore fluidità: conoscere la macchina dall’interno consente di risparmiare energie mentali e trasformarle in watt quando la strada sale o il finale si accende.
Il contesto generale gioca a suo favore. Il 2025 ha confermato un ciclismo femminile senza dominatrici assolute, con l’eccezione delle volate di Lorena Wiebes. Nelle Classiche, nelle corse a tappe e persino ai Mondiali, ha regnato l’imprevedibilità. Squadre che si controllano, attacchi da lontano che arrivano, opportunità colte da atlete fuori dai radar. Henderson lo dice chiaramente: più vincitrici, più incertezza, più corsa vera. E con Grand Tour ridotti a otto o nove tappe, ogni occasione va presa al volo, senza aspettare domani.
Il 2026 sarà anche l’anno di una Lidl-Trek rinnovata. Le uscite di scena di Lizzie Deignan ed Ellen van Dijk lasciano vuoti enormi, tecnici e umani. Van Dijk resta come allenatrice, punto di riferimento soprattutto per la cronometro, ma in corsa cambieranno le gerarchie. È qui che Henderson può crescere ancora: assumersi responsabilità, leggere le fasi delicate, diventare riferimento nei momenti chiave.
Gli obiettivi sono chiari: fare un salto deciso nelle Classiche e tornare protagonista ai Mondiali su strada, dopo l’assenza forzata nella prova in linea a Kigali. Percorsi duri, selettivi, dove conta resistere e poi rilanciare. Il 2025 ha dimostrato che Henderson ha motore e testa. Ora serve continuità, quella che trasforma un’ottima stagione in una carriera che prende davvero quota.
Francesco
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