La Volta a la Comunitat Valenciana si apre come da tradizione: strada nervosa, vento laterale e una prima tappa che sembra disegnata per i velocisti resistenti, ma che diventa subito terreno di battaglia tattica. A Torreblanca la maglia di leader è sulle spalle di Biniam Girmay, che trova il primo successo dopo oltre un anno nel modo che gli riesce meglio: sprintando di testa, col motore sempre in coppia e senza mai andare fuorigiri.
La prima frazione, 160 chilometri da Segorbe, vive a lungo su una fuga controllata. Davanti si muovono Wenzel, Sevilla, Van der Tuuk e Adam, con il gruppo che li tiene a portata, senza concedere più di tre minuti. È una giornata apparentemente semplice, ma basta l’unica difficoltà altimetrica, il Puerto de los Madroños (categoria 3), per cambiare faccia alla corsa. Qui entra in scena la Red Bull-Bora-Hansgrohe, che decide di correre da testa della corsa, non di subire.
Sulla salita Evenepoel e compagni alzano il ritmo, spezzano il gruppo compatto e selezionano un drappello di una trentina di uomini. Subito dopo parte l’azione chiave: Giulio Pellizzari scatta a 18 chilometri dall’arrivo. Non è un colpo improvvisato, è un attacco pensato. Dietro, chi insegue sa che tirare significa portare Evenepoel in carrozza verso la classifica generale. Aspettare, però, vuol dire rischiare di lasciare spazio a un giovane che ha gamba e coraggio.
Il risultato è una caccia lunga e faticosa lungo la costa. Pellizzari arriva ad avere mezzo minuto, resiste fino all’ultimo chilometro, sfrutta ogni rilancio e costringe il gruppo a spendere energie preziose. Solo nel finale, quando Bahrain Victorious, Ineos Grenadiers e NSN Cycling iniziano a menare, il suo vantaggio si sgretola.
Lo sprint si organizza sull’onda lunga di questo inseguimento. Ineos lancia con Ben Turner, ma Girmay è perfettamente in scia, in posizione ideale. Con Mads Pedersen fuori gioco per una caduta precedente, l’eritreo sa che il treno giusto è quello. Parte da lontano, sceglie un rapporto lungo, mette subito velocità di crociera. Arne Marit prova a rimontare sulla destra, ma non trova spazio. Come dirà lui stesso dopo, Girmay non ha l’accelerazione più violenta, ma quando prende velocità diventa imprendibile. Terzo Giovanni Lonardi, a completare un podio di sprinter puri.
Per Girmay è una vittoria che pesa: prima gara con la nuova maglia NSN, primo centro stagionale e fine di un digiuno che durava dal Tour de France 2024. Lo dice chiaro: il 2025 è stato difficile, tante piazze d’onore, poca soddisfazione. Qui ritrova fiducia, gamba e memoria, visto che aveva già vinto l’apertura valenciana nel 2022.
La classifica, però, guarda già oltre. La maglia di leader sulle spalle di Girmay rischia di essere provvisoria: la cronometro di 17 chilometri tra Carlet e Alginet è terreno naturale per Evenepoel. Dopo la prova di forza di squadra e l’attacco di Pellizzari, il messaggio è chiaro: la Red Bull-Bora-Hansgrohe è già in assetto da corse a tappe, e chi vuole la Valenciana dovrà fare i conti con loro, fin da subito.
Francesco.
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