Remco Evenepoel prende in mano la Volta a la Comunitat Valenciana come si fa con una cronometro: senza esitazioni e a testa bassa. Nella tappa 4, 172 chilometri da La Nucía a Teulada Moraira, il belga piazza l’affondo decisivo sulla Cumbre del Sol, il Puig de la Llorença, e arriva da solo al traguardo. Vittoria di tappa, maglia di leader e quinto successo stagionale in appena sette giorni di gara con la nuova maglia Red Bull-BORA-hansgrohe.
La giornata nasce dura fin dai primi colpi di pedale. Il Coll de Rates, dopo soli 20 chilometri, screma subito il gruppo. Davanti si forma una fuga di otto uomini con Bernard, Cras, Askey e Nencini tra i più intraprendenti. Il gruppo compatto concede tre minuti, ma non molla la presa. Sul primo vero snodo, l’Alto del Miserat, il vantaggio scende sotto i due minuti: chiaro segnale che le ammiraglie dei favoriti hanno già acceso i motori.
La corsa entra nel vivo sull’Alto de la Fustera e poi sulla salita finale. Davanti restano Bernard e Cras, ma il loro destino è segnato. Quando la strada si impenna verso la Cumbre del Sol, il gruppo dei migliori è ridotto a sette unità. Evenepoel è sempre coperto, in scia, con Pellizzari al suo fianco: posizione perfetta, rapporto giusto, cadenza alta.
A 13 chilometri dall’arrivo scatta. Non è uno scatto secco, è una progressione violenta, di quelle che fanno sedere gli altri. Almeida e Tiberi provano a organizzare l’inseguimento, ma con Pellizzari che si rifiuta di collaborare il gioco tattico si incastra. McNulty rientra più tardi, ma il gap non cala. Evenepoel, da cronoman, trasforma l’ultimo tratto in un lungo sforzo controvento: sviluppo metrico lungo, busto fermo, wattaggi costanti. Dietro soffrono tutti allo stesso modo.
Al traguardo il distacco parla chiaro: 24 secondi su João Almeida (UAE Team Emirates-XRG), che regola Pellizzari per il secondo posto. Un risultato che pesa anche in classifica generale. Evenepoel balza al comando con 29 secondi su Almeida e 31 su Pellizzari. Biniam Girmay, leader fino al giorno prima, paga una tappa che non era nelle sue corde.
Le parole del vincitore raccontano la fatica reale di una giornata corsa a tutta: attacco deciso sul tratto più duro, poi il vento contrario sull’ampio rettilineo finale. “Se è duro per me, è duro anche per chi insegue”, il concetto è semplice e tremendamente efficace. Fondamentale il lavoro della squadra, sottolineato dallo stesso Evenepoel: controllo fin dalle prime fasi e uomo giusto accanto nel momento chiave.
Almeida ammette la superiorità dell’avversario e sottolinea come la salita finale, corta e ripida, non fosse l’ideale per le sue caratteristiche. La sensazione è che il belga abbia messo un’ipoteca pesante sulla corsa, non solo per i secondi guadagnati, ma per l’autorità mostrata in salita e nel rilancio finale.
Una tappa regina interpretata da dominatore, con una gamba già da piena stagione. Evenepoel non gestisce: detta legge. E quando lo fa così presto, il segnale al gruppo è forte e chiarissimo.
Francesco.
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