La Volta a Catalunya rischia di perdere uno dei suoi protagonisti ancora prima del via. Remco Evenepoel è bloccato sul Teide, nelle Canarie, intrappolato da una tormenta di neve che ha chiuso le strade in quota e complicato il rientro verso l’aeroporto.
Il belga della Red Bull-Bora-Hansgrohe stava completando un ritiro in altura, tassello chiave della sua preparazione. L’hotel che lo ospita si trova a 2.150 metri: quota perfetta per stimolare l’adattamento ematologico, per spingere il motore verso quei valori di ossigenazione che in salita fanno la differenza tra stare a ruota e staccare il gruppo compatto. Ma quando il meteo gira contro, anche la miglior programmazione si inceppa.
A lanciare l’allarme è stata la moglie Oumi, presente al ritiro. Attraverso i social ha raccontato di essere bloccati sul vulcano da due giorni, con le strade chiuse sia in salita sia in discesa. L’obiettivo era volare su Barcellona per l’inizio della Volta, ma la partenza ora è in dubbio. Senza la possibilità di raggiungere l’aeroporto, la trasferta catalana diventa un rebus logistico.
Dal team filtrano parole misurate: la situazione viene monitorata insieme allo staff a Tenerife, ma non ci sono aggiornamenti definitivi. Tradotto: si attende che la montagna conceda un varco. Le previsioni non aiutano. Temperature massime di 3-4 gradi e precipitazioni continue almeno fino a domenica sulle pendici alte del Teide. Condizioni che, oltre a bloccare il traffico, rendono rischioso qualsiasi spostamento.
L’eventuale forfait avrebbe un peso specifico notevole. La Volta a Catalunya propone tre tappe chiave sui Pirenei, terreno ideale per misurare la condizione in salita. E soprattutto per accendere il duello con Jonas Vingegaard, uno scontro diretto atteso per capire a che punto sia l’avvicinamento ai grandi obiettivi della stagione.
Evenepoel arriva da un avvio di 2026 con luci e ombre. Dopo il UAE Tour, chiuso senza il colpo di autorità che molti si aspettavano, ha scelto l’altura per affinare il colpo di pedale. Il lavoro in quota non è solo accumulo di chilometri: è qualità, è gestione delle intensità, è ricerca di quello scatto secco che in salita ti permette di cambiare ritmo e far saltare la testa della corsa. Interrompere questa sequenza proprio alla vigilia di un test probante rischia di spezzare il filo.
C’è anche un paradosso. La Volta non è nuova a condizioni meteo dure, con tappe spesso accorciate o modificate in alta montagna. Ma qui il problema nasce prima ancora di attaccare il numero sulla schiena: è la montagna del ritiro a tenere fermo il corridore.
Se riuscirà a sbloccare la situazione e a presentarsi al via, Evenepoel dovrà trasformare questa sosta forzata in energia nervosa. I grandi sanno farlo: canalizzano l’imprevisto, lo trasformano in concentrazione pura. Se invece la neve avrà l’ultima parola, la Volta perderà uno dei suoi uomini da classifica e il confronto diretto con Vingegaard dovrà attendere un altro palcoscenico.
Per ora, la corsa più importante di Remco è scendere dal Teide. Poi, eventualmente, salirà sui Pirenei.
Francesco
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