Andrea Piccolo di nuovo sotto i riflettori, ma lontano dalle strade di gara. L’ex professionista italiano è stato arrestato a Napoli dopo un controllo dei Carabinieri che ha portato al ritrovamento di banconote false e di un oggetto offensivo all’interno dell’auto su cui viaggiava. Una vicenda che chiude, forse definitivamente, una parabola iniziata con grandi promesse e finita tra ombre sempre più fitte.
Piccolo, 24 anni, è stato fermato nel capoluogo campano mentre si trovava a bordo di una Porsche Macan con targa di San Marino. Proprio l’auto ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Durante la perquisizione del veicolo, nascosti sotto il piantone dello sterzo, sono stati rinvenuti 2.000 euro in banconote false da 20 euro, oltre a un manganello telescopico. Per questo motivo l’ex corridore è stato arrestato con l’accusa di possesso di banconote contraffatte e porto di oggetti atti a offendere. Con lui viaggiavano due uomini, anche loro denunciati.
Dopo l’arresto, Piccolo è stato trasferito in una cella di sicurezza in attesa di giudizio. La notizia, riportata inizialmente dalla testata napoletana Fanpage.it, ha rapidamente fatto il giro dell’ambiente ciclistico, riportando alla memoria un nome che solo pochi anni fa era sinonimo di talento cristallino.
La carriera di Piccolo è di fatto ferma dal 2024. Nel giugno di quell’anno EF Education-EasyPost ha risolto il contratto dopo un controllo delle autorità italiane al confine, che aveva portato a un’indagine per sospetto trasporto di ormone della crescita. Successivamente l’UCI ha confermato che il controllo rientrava in un’operazione coordinata dall’International Testing Agency, in collaborazione con NADO Italia e i NAS dei Carabinieri. Nessuna squalifica sportiva definitiva è mai stata annunciata, ma il rapporto con il team era già compromesso.
Già nei mesi precedenti, Piccolo era stato sospeso internamente dalla squadra per aver assunto un farmaco per favorire il sonno non autorizzato dal team, pur non essendo una sostanza illegale. Questioni contrattuali legate allo standard UCI avevano inizialmente impedito la rescissione immediata, permettendogli di tornare alle corse. Il suo ultimo numero in gruppo è arrivato al Giro d’Italia 2024, una presenza che oggi suona come l’atto finale di una carriera mai davvero sbocciata.
E pensare che il motore c’era. Nel 2018 Piccolo era salito sul podio mondiale junior a cronometro, terzo a Innsbruck dietro a Remco Evenepoel. Da professionista non ha mai vinto, ma nel 2023 si era preso la maglia di leader alla Vuelta a España dopo la seconda tappa, dimostrando personalità, gamba e coraggio da testa della corsa.
Oggi restano i fatti giudiziari e molte domande senza risposta. Il ciclismo italiano perde definitivamente uno dei suoi prospetti più discussi, schiacciato da scelte sbagliate e da una gestione extra-sportiva che ha avuto conseguenze pesanti, prima fuori dalle corse e ora anche fuori dall’asfalto.
Francesco
23
