La Etoile de Bessèges si apre come da tradizione a Bellegarde, strada nervosa e finale che non perdona esitazioni. Una tappa apparentemente piatta, ma con quell’ultimo strappo che sbriciola il gruppo compatto e separa chi ha ancora gamba da chi va in fuorigiri. Qui nasce il primo successo da professionista di Tom Crabbe, belga classe 2005 della Flanders-Baloise, che legge la corsa come un veterano e colpisce nel momento giusto.
La giornata si accende presto con una fuga a quattro: Léandre Huck, Jaakko Hänninen, Nils Aebersold e Victor Vercouillie. Davanti vanno di buon passo, dietro il gruppo controlla senza fretta. Per oltre 110 chilometri il copione non cambia, poi il vantaggio inizia a calare sulle prime difficoltà altimetriche. Sul secondo gran premio della montagna, la Côte de la Méditerranée (700 metri al 7,9%), Vercouillie forza il ritmo, prende punti e si guadagna maglia e podio, ma soprattutto dimostra di avere ancora benzina.
Nel finale la corsa entra nel vivo. Prima salta Hänninen, poi Aebersold alza bandiera bianca sotto l’andatura crescente del gruppo. Restano in due davanti, Huck e Vercouillie, che si presentano ai -2 km con una quindicina di secondi. Sul tratto decisivo, quando la strada sale secca verso l’arrivo, Vercouillie affonda il colpo. È uno scatto secco, da rapporti duri e stomaco vuoto, e per qualche secondo sembra quello buono.
Da dietro però partono i rilanci veri. Lukáš Kubiš, campione slovacco, esce dal gruppo con decisione. Non aspetta l’arrivo in scia, forza sul pedale e va a riprendere il fuggitivo. Alla sua ruota c’è Crabbe, che ha fatto tutta la salita coperto, posizione in sella stabile e cadenza ancora pulita. È qui che si decide la tappa.
All’ultima curva verso il rettilineo finale Kubiš sceglie la linea interna, quella più corta ma anche più sporca, perde un filo di velocità. Crabbe invece allunga all’esterno, tiene più sviluppo metrico e conserva slancio. Quando rilancia è un colpo secco, pochi secondi ma sufficienti per passare e tenere fino al colpo di reni. Vittoria netta, prima in carriera, e prima gioia stagionale per la Flanders-Baloise. Kubiš chiude secondo, Clément Izquierdo completa il podio.
Le parole di Crabbe spiegano bene la lucidità del ragazzo: si sentiva forte, sapeva di essere nel posto giusto e ha sfruttato l’errore altrui senza esitare. Nessuna frenesia, solo lettura della strada e gambe che giravano.
Una tappa che insegna ancora una volta quanto contino il tempismo e la traiettoria, soprattutto quando l’arrivo non concede respiro. A Bessèges non vince sempre il più potente, ma chi sa aspettare. E Tom Crabbe, a vent’anni appena compiuti, lo ha dimostrato con una freddezza che profuma di futuro.
Francesco
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