Cittiglio non perdona. Il Trofeo Alfredo Binda è una corsa che si decide sulle gambe vere, su strappi ripetuti che ti portano fuori soglia e poi ti chiedono ancora un rilancio. Dal 1974 scrive storia, e anche quest’anno il copione è chiaro: o hai brillantezza sull’ultima salita e sangue freddo nello sprint in lieve ascesa, oppure resti a guardare la testa della corsa che si gioca tutto.
Lidl-Trek arriva con un passato pesante sulle spalle: tre vittorie nelle ultime cinque edizioni con tre atlete diverse. Elisa Balsamo ha lasciato il segno, ma stavolta i fari sembrano puntati su Shirin van Anrooij, vincitrice nel 2023 con un attacco in discesa a 25 chilometri dall’arrivo. Un’azione tecnica, da corridora completa, capace di guidare la bici quando il gruppo esita. Dopo l’intervento per endofibrosi dell’arteria iliaca è tornata a crescere, terza al Giro d’Italia in una tappa e nelle dieci alla Strade Bianche. Su un circuito come quello di Cittiglio, dove serve coraggio per anticipare e fondo per resistere, può di nuovo fare la differenza.
Ma Elisa Longo Borghini corre in casa e quando sente aria italiana cambia passo. Ha già vinto qui nel 2013 e nel 2021 e sa come isolarsi nel momento decisivo. Quest’anno ha acceso il motore presto: vittoria nella tappa regina e nella generale all’UAE Tour, quarto posto alla Strade e successo in settimana al Trofeo Oro in Euro. Se la corsa si fa selettiva sugli strappi finali, lei non aspetta lo sprint. Allunga, mette tutte fuorigiri e trasforma l’ultimo chilometro in una cronometro personale.
Attenzione poi a Cat Ferguson. A 19 anni corre con la sfrontatezza di chi non ha paura del nome delle avversarie. L’anno scorso è salita sul podio al debutto qui, in piena crescita. Nel 2026 ha già vinto a Llucmajor e alla Setmana Valenciana, oltre a un quarto posto all’Omloop contro un gruppo compatto di altissimo livello. Se resta coperta fino all’ultimo giro e trova il varco giusto, ha lo spunto per sorprendere tutte.
Marianne Vos non si discute: quattro vittorie al Binda e sei podi in dieci partecipazioni. Anche quando parte la stagione senza tante gare nelle gambe, lei sa leggere la corsa. Settima alla Strade Bianche al rientro, dopo il lavoro in altura a Teide. Sul finale di Cittiglio serve posizione perfetta, tempismo e capacità di cambiare ritmo in pochi metri. Se Vos è in scia alle migliori sull’ultima rampa, diventa un incubo per chiunque.
Kasia Niewiadoma-Phinney torna con ambizione. Ha vinto qui nel 2018 e arriva da due secondi posti brucianti tra Omloop e Strade. Ha squadra solida attorno: Uttrup Ludwig conosce il podio del Binda, Paladin è presenza costante nei primi cinque, Bradbury può fare selezione in salita. Se decide di scattare sull’ultimo strappo, costringe tutte a inseguire a tutta.
Infine Lotte Kopecky. Una sola partecipazione, un secondo posto. Potenza sugli strappi brevi e velocità nel finale: identikit perfetto per Cittiglio. Con compagne come Cecchini e van der Breggen può correre in controllo e giocarsi tutto nello sprint in salita.
Qui non basta la gamba: serve scelta di tempo. Anticipare o aspettare? Domenica vincerà chi saprà trasformare ogni rilancio nell’azione decisiva.
Francesco
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