Settecento chilometri, sedicimila metri di dislivello e otto giorni senza respiro. La Absa Cape Epic 2026 parte da Meerendal con un prologo di 20 km e poi scaraventa i corridori tra le terre aride di Montagu, le strade verso Greyton e le salite che, giorno dopo giorno, svuotano le gambe. Qui non basta avere motore: si corre a coppie e i due devono transitare insieme, entro due minuti. Se uno salta, salta la squadra.
Nel campo maschile l’assenza dei vincitori 2025, Schurter e Colombo, spalanca la corsa. I primi indizi portano dritti a Luca Braidot e Simone Avondetto (Wilier-Vittoria). Dodici mesi fa, al debutto, hanno chiuso a 1’31” dopo 23 ore di battaglia, vincendo prologo e due tappe. Hanno dimostrato fondo e gestione dello sforzo, qualità decisive quando la fatica si accumula e ogni rilancio in salita presenta il conto. Con un anno di esperienza in più e senza i campioni uscenti al via, partono con il dorsale dei favoriti.
Occhio però a Matt Beers, tre volte vincitore, che ritrova ambizioni con Tristan Nortje (Toyota Specialized Imbuko). L’infortunio di Keegan Swenson ha cambiato i piani, ma Nortje arriva con condizione e risultati: brillante alla Tankwa Trek e terzo alla Epic 2025. Beers conosce ogni pietra del percorso; quando la corsa si farà selettiva sulle rampe da 2.700 metri di dislivello, la loro regolarità può fare la differenza.
Intriga la coppia Canyon con Luca Schwarzbauer e Sam Gaze. Due specialisti del cross-country e dello short track che portano esplosività e ritmo alto. La Epic non perdona le giornate storte, ma se troveranno continuità sulle lunghe distanze potranno accendere la testa della corsa con scatti secchi e mettere sotto pressione i passisti puri.
Tra le donne l’equilibrio è ancora più marcato. Kate Courtney, campionessa del mondo marathon e già vincitrice nel 2018, ha perso all’ultimo Melisa Rollins per una frattura al gomito. Al suo fianco ci sarà Greta Seiwald, reduce da successi in Sudafrica e già rodata sul terreno locale. La sinergia di coppia sarà decisiva, ma il talento di Courtney resta un punto fermo.
Rosa van Doorn e Vera Looser (Buff-BH Efficient Infiniti) si presentano come una vera super coppia: la prima ha dominato la Coppa del Mondo marathon 2025, la seconda vanta una vittoria alla Epic (2023) e una costanza impressionante. Fondo, esperienza e capacità di leggere la gara: ingredienti perfetti quando la polvere entra nei polmoni e le salite sembrano non finire mai.
Candice Lill, nove partecipazioni e cinque podi, corre in casa con Alessandra Keller (Thömus Maxon Sabi Sabi). Keller porta potenza da World Cup XCO; Lill aggiunge conoscenza del percorso e gestione. Una combinazione che può pesare sul ritmo delle tappe più dure verso Stellenbosch.
Spazio anche a Marco Joubert e Travis Stedman, a Monica Calderon e Tessa Kortekaas, fino alla coppia mista di lusso Jenny Rissveds e Simon Andreassen. Alla Cape Epic non vince solo chi attacca: vince chi sa distribuire lo sforzo, curare i dettagli meccanici e restare lucido quando la fatica manda fuorigiri la testa prima ancora delle gambe.
Dal primo colpo di pedale all’ultimo metro a Stellenbosch, sarà una guerra di resistenza. E in Sudafrica, la sabbia non fa sconti a nessuno.
Francesco
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