A Cittiglio Anna van der Breggen ha sfiorato una corsa che manca ancora nel suo palmarès. Il Trofeo Alfredo Binda resta un vuoto, e questa volta fa ancora più rumore. La 35enne della SD Worx-Protime chiude seconda, battuta in volata da Karlijn Swinkels dopo 152,7 chilometri corsi di nervi, scatti e continui rilanci.
Il risultato, letto freddamente, dice podio. La corsa, però, racconta altro.
La squadra olandese finisce subito sulla difensiva dopo una maxi caduta a 90 chilometri dall’arrivo che coinvolge tre atlete del team, tra cui Blanka Vas. In quel momento la gara esplode: attacchi in sequenza, gruppo che si allunga, ammiraglie che iniziano a fare la conta dei danni. Van der Breggen è costretta a spendere energie per chiudere ogni movimento pericoloso. Ogni buco tappato è uno scatto in più nelle gambe, ogni inseguimento un match acceso prima del tempo.
Con l’aiuto di Lotte Kopecky, Vas rientra nel gruppo. Ma il copione è cambiato: SD Worx non controlla, reagisce.
Sul penultimo giro nasce l’azione decisiva. Davanti restano in sei: tre UAE Team ADQ – Swinkels, Gasparrini e Persico – poi Mie Bjørndal Ottestad e Pfeiffer Georgi, oltre a Van der Breggen. Una situazione tatticamente complicata: superiorità numerica UAE e una volata finale che, sulla carta, avrebbe favorito proprio Vas.
Van der Breggen lo ammette: non era previsto restare davanti. Ma dietro il gruppo non organizza l’inseguimento. Quando il gruppo compatto esita, chi è davanti deve fare la corsa.
Sulla salita di Casale, l’ex campionessa del mondo forza il ritmo. Non è un’andatura di controllo: è un test in soglia, uno di quelli che svuotano le gambe e selezionano per qualità. Persico e Gasparrini saltano. Sull’ultima ascesa verso Orino arriva un altro scatto secco. Georgi cede, Ottestad perde contatto ma rientra in discesa. Swinkels, invece, resta incollata.
Qui si capisce la corsa. Van der Breggen prova a vincerla di potenza, cercando di fare la differenza in salita, dove il rapporto diventa duro e la cadenza si abbassa. Ma Swinkels tiene la ruota, guida pulita in discesa e nessuna esitazione nei rilanci. Versatilità pura: sa soffrire in quota e sa finalizzare.
Negli ultimi chilometri l’olandese della SD Worx cambia registro. Si mette a ruota, lascia qualche metro davanti a Swinkels, aspetta. Ai 150 metri lancia la volata. È uno sprint lungo, di forza più che di agilità. Ma Swinkels risponde e non si scompone. Tiene la linea, tiene la velocità, tiene la corsa. Prima vittoria WorldTour per lei, beffa per Van der Breggen.
Dietro, Blanka Vas regola il gruppo inseguitore e chiude quarta. Un piazzamento che conferma che la lettura iniziale non era sbagliata: in una volata più ampia avrebbe avuto carte importanti.
“Date le circostanze, è il massimo che potevamo ottenere”, ha dichiarato Van der Breggen. Parole lucide. Dopo la caduta e il lavoro di copertura, la squadra ha limitato i danni e giocato l’unica carta rimasta.
SD Worx-Protime, però, è ancora senza una grande Classica nel 2026. E quando una squadra abituata a dominare inizia a rincorrere, ogni secondo posto pesa il doppio.
A Cittiglio non è mancata la gamba. È mancato quel mezzo metro che, nelle Classiche, separa il controllo dal trionfo.
Francesco
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