George Bennett torna a indossare la maglia che pesa più di tutte. Nera e bianca, felce sul petto, simbolo di casa e di riscatto. A Cambridge, nel campionato nazionale neozelandese su strada, il trentacinquenne della NSN Cycling ha vinto in perfetto stile vecchia scuola: attacco secco, testa bassa e nessuna concessione al gruppo. Una vittoria in solitaria, la seconda della carriera tricolore dopo quella del 2021, arrivata al termine di 188 chilometri duri, nervosi, ripetitivi come solo un circuito di 20 giri sa essere.
La corsa si accende a metà gara, quando davanti si muove un drappello ristretto. Bennett è lì, lucido, in controllo. Non spreca un watt inutilmente, pedala sempre con il rapporto giusto, pronto a leggere la corsa. Il momento chiave arriva a 30 chilometri dall’arrivo: dalla ammiraglia, il direttore sportivo Sam Bewley gli dà il via libera. Bennett scatta. Non è uno strappo disperato, è un’azione costruita. Si alza sui pedali, fa parlare l’esperienza, imposta il suo passo e trasforma la gara in una lunga cronometro personale.
Negli ultimi tre giri non guarda indietro. La sua azione è rotonda, senza cali. Nel ciclismo moderno, dove l’attacco da lontano spesso viene riassorbito, Bennett smentisce le statistiche. Arriva al traguardo con 41 secondi su Josh Burnett e qualche secondo in più su Matthew Wilson. Dietro, il gruppo è spaccato. Davanti, c’è solo lui e un traguardo che vale molto più di una semplice vittoria.
Le parole dopo l’arrivo raccontano tutto: 18 mesi difficili, senza successi, tra delusioni e silenzi. Vincere di nuovo, davanti a famiglia, amici e squadra, ha un peso specifico enorme. Non è solo una riga nel palmarès: è la conferma di esserci ancora, di poter tornare a battagliare ai massimi livelli.
Il dato tecnico è chiaro: Bennett ha corso con intelligenza. Ha scelto il momento giusto, ha evitato di aspettare una volata che non lo avrebbe favorito e ha sfruttato al meglio una giornata di gambe eccellenti. “È sempre una gara nella gara quando vai via così presto”, ha detto. E aveva ragione. Ma questa volta il rischio ha pagato.
Il campionato nazionale racconta anche altro. Nonostante la vittoria di un corridore WorldTour, la top ten è stata dominata da atleti domestici e Continental. Segno di un livello competitivo alto e di un movimento vivo. Reuben Thompson è stato l’unico altro WorldTour nei dieci, mentre diversi nomi attesi hanno mancato il momento decisivo. Tra questi anche Corbin Strong, compagno di squadra di Bennett, e Finn Fisher-Black, diciottesimo.
Ora lo sguardo va all’Europa. Bennett tornerà nel gruppo WorldTour con addosso una maglia che si vede e si rispetta. L’obiettivo dichiarato è il Tour de France, e indossare la maglia nazionale sulle strade della Grande Boucle è una motivazione che sposta equilibri mentali prima ancora che atletici. Il probabile debutto è alla Volta a Catalunya, a marzo. E quando uno così ritrova fiducia, in gruppo conviene tenerlo d’occhio.
Francesco.
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