La Classica Comunitat Valenciana ha consegnato subito una certezza al ciclismo di questo inizio 2026: la coppia Groenewegen–Unibet Rose Rockets funziona. Funziona forte. Alla terza giornata di gara stagionale del team, alla prima uscita del loro uomo di punta, è arrivata una vittoria piena, costruita con metodo e finalizzata con i muscoli.
Dylan Groenewegen ha regolato sul traguardo di Valencia Paul Magnier ed Emilien Jeanniere dopo 200 chilometri nervosi, segnati dal vento e da una corsa spezzata più volte. Non una volata casuale, ma una volata preparata. Prima con la squadra che forza l’andatura nei ventagli, poi con un treno compatto che prende il comando quando il gruppo torna a respirare. Lì davanti, sempre in testa della corsa, maglia rosa e blu a fare ritmo, a chiudere spazio, a scegliere la traiettoria giusta.
Il dato che pesa più del risultato è questo: Unibet Rose Rockets ha corso da squadra WorldTour pur essendo ProTeam. Ordine radio, lucidità tattica, uomini al posto giusto nel momento giusto. Ultimo vagone del treno Elmar Reinders, che oltre a pilotare Groenewegen chiude quarto, segnale di una struttura che non lavora solo per uno.
Dietro questa organizzazione c’è una figura che conosce la volata dall’interno come pochi nella storia recente: Marcel Kittel. Quattordici tappe al Tour de France, cinque Scheldeprijs, anni passati a sentire il limite della velocità sotto le gambe. Oggi non spinge più il 54×11, ma siede in ammiraglia e parla alla radio. E alla sua prima gara da sprint coach arriva subito una vittoria.
Le sue parole, affidate a Instagram, raccontano più dell’emozione che della tattica, ma tra le righe si legge il lavoro fatto: giornata dura, ventagli, squadra che “fa saltare tutto” e poi porta Groenewegen nella posizione perfetta. In uno sprint lanciato, essere nel punto giusto a 250 metri vale più di qualsiasi watt di picco. Kittel lo sa, e lo ha insegnato.
Groenewegen, sceso dal WorldTour di Jayco AlUla per guidare un progetto ambizioso, risponde con il suo 78° successo in carriera. Un numero che non racconta solo la potenza massima, ma anche la continuità. Non servono miracoli: rapporto giusto, cadenza sotto controllo, rilancio secco quando si apre la strada. Su un rettilineo leggermente mosso, ha fatto valere la sua progressione lunga, tenendo il rapporto duro senza andare fuorigiri.
Ora il calendario offre subito altri banchi di prova: Trofeo Palma e poi Étoile de Bessèges. Gare diverse, percorsi meno lineari, ma ottime per affinare automatismi. Sullo sfondo c’è un obiettivo che pesa: il Tour de France. Unibet Rose Rockets è in corsa per una wildcard e, se arriverà, servirà un treno ancora più solido. Ma la base è già evidente: idee chiare, ruoli definiti e un velocista che sa vincere.
Quando una squadra nuova parte così, non è solo entusiasmo. È progettazione che gira al ritmo giusto.
Francesco
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