Puck Pieterse arriva a Hoogerheide con la pressione addosso e se ne va da dominatrice. Nel weekend finale di Coppa del Mondo, a una settimana dal Mondiale di Hulst, l’olandese del team Fenix-Premier Tech piazza una doppietta che pesa come un messaggio chiaro al resto della corsa: chi vuole la maglia iridata dovrà passare sopra le sue ruote.
La gara di Hoogerheide si accende subito. Fondo asciutto, ritmo alto, partenze nervose. Pieterse scatta bene, come Amandine Fouquenet e Inge van der Heijden, e si mette subito nelle prime posizioni. Nessuna attesa, nessuna fase di studio: sette giri corsi sempre a tutta, con cambi di ritmo continui e un gruppo di testa che si sfilaccia e si ricompone senza mai trovare equilibrio. In testa della corsa passano anche Shirin van Anrooij e Sara Casasola, ma Pieterse resta costantemente tra le prime cinque, scegliendo con lucidità dove spingere e dove controllare.
Il punto chiave è la sua capacità di ripetere scatti violenti fuori dalle curve, soprattutto nella sezione tecnica dopo il ponte rosa. Lì fa la differenza. Non è solo potenza: è timing, traiettoria, velocità di esecuzione. Pieterse lo sa e lo dice chiaramente nel dopo gara: non vuole arrivare allo sprint contro Fouquenet o Zemanová. Vuole fare selezione prima.
La corsa cambia volto a metà gara, quando Sara Casasola cade poco prima del sesto giro. L’italiana era una delle più brillanti e stava reggendo bene i rilanci. Con una rivale diretta fuori gioco, Pieterse alza di nuovo il ritmo. Fouquenet e Kristyna Zemanová resistono, rilanciano, provano anche a prendere il comando, ma ormai la sensazione è chiara: l’olandese ha qualcosa in più.
All’ultimo giro, una piccola imprecisione permette a Fouquenet di entrare per prima nel tratto iniziale. Dura poco. Pieterse affonda il colpo con uno scatto secco, pulito, costruito con un rapporto duro e una frequenza che mette subito metri tra lei e le inseguitrici. Zemanová passa seconda e prova a chiudere il buco, ma Pieterse vola. Spinge al limite, firma il giro più veloce della gara e arriva al traguardo con sei secondi di vantaggio, braccia larghe e controllo totale.
Alle sue spalle, Zemanová centra il miglior risultato della carriera in Coppa del Mondo. Fouquenet completa il podio, confermando una condizione solida e costante. Assente Lucinda Brand, ferma per un problema al polpaccio: una brutta notizia in vista del Mondiale, anche se la campionessa olandese aveva già matematicamente chiuso la generale, vinta grazie a otto successi nelle dodici prove stagionali.
Hoogerheide non assegna maglie iridate, ma chiarisce le gerarchie del momento. Pieterse arriva a Hulst nel punto più alto della stagione, con esplosività , tecnica e testa. Quando decide di partire, non ce n’è per nessuna. Francesco
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