Il vento ha scritto la sceneggiatura e Cat Ferguson ha firmato il finale. A Llucmajor, nella seconda giornata della Challenge Mallorca Femenina, la giovane britannica della Movistar apre il suo 2026 con una vittoria pesante, conquistata da un gruppo selezionato dopo 134,8 chilometri di corsa nervosa, tagliente, spaccata dai ventagli.
La mattinata scorre controllata. Le prime due tornate sulla salita di Randa non lasciano il segno, gruppo compatto e ritmo gestibile. Poi, ai -50 dall’arrivo, l’asfalto si trasforma in campo di battaglia: il vento laterale entra deciso, i rapporti si induriscono, la testa della corsa esplode. Nasce il ventaglio buono e davanti restano solo le squadre che hanno letto la corsa con anticipo.
UAE Team ADQ e Movistar fanno la differenza. Cinque uomini… anzi, cinque donne per parte nel primo drappello. Per le emiratine ci sono van Rooijen, Jastrab, Persico, Gasparini e Swinkels. Movistar risponde con Ferguson, Arlenis Sierra, Aude Biannic, Francesca Barale e Tota Magalhães. Dietro è caccia organizzata: Human Powered Health si sobbarca l’inseguimento con l’aiuto di St Michel-Preference Home-Auber93, ma il margine non scende mai quanto basta.
Sull’ultimo passaggio a Randa il distacco balla: da un minuto scarso a meno di venti secondi. Sembra riaprirsi la corsa, ma davanti le ammiraglie chiamano ordine. Movistar e UAE ADQ spendono le ultime gregarie nei tratti esposti, tengono alto il ritmo e rilanciano dopo ogni curva. In discesa e nel successivo tratto pianeggiante, il gap ritorna sui 45 secondi. Dietro alzano bandiera bianca.
Si va verso Llucmajor con un esito chiaro: sprint a ranghi ridotti. Ferguson gioca la partita con lucidità . Si mette in coda al gruppo, resta in scia, risparmia ogni watt. Nell’ultimo chilometro sale in cattedra Arlenis Sierra: traiettorie pulite, velocità costante, posizione perfetta. All’ultima curva la britannica è seconda ruota, con Clara Copponi incollata.
Quando Ferguson lancia lo scatto è un colpo secco, da sprinter vera. Rapporto lungo, accelerazione progressiva, niente fuorigiri. Copponi non riesce a uscire dalla ruota, van Rooijen chiude terza ma senza possibilità di rimonta. È una vittoria costruita con la testa prima che con le gambe.
Le parole della vincitrice spiegano la corsa meglio di qualsiasi classifica: il vento ha amplificato il lavoro di squadra, il piano è stato rispettato senza isterismi, la calma ha fatto la differenza. E l’esperienza di Sierra, ultimo uomo nel lead-out, ha guidato Ferguson nel momento chiave. Una lezione di tattica, prima ancora che di velocità .
A Llucmajor non ha vinto solo una sprinter. Ha vinto una squadra che ha saputo stare davanti quando contava, leggere il vento e trasformare un giorno difficile in un trampolino per la stagione. Per Cat Ferguson il 2026 parte così: gambe pronte, testa fredda e una Movistar già rodata.
Francesco.
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