Vento teso, percorso accorciato e gambe subito alte di giri. Il Trofeo Binissalem-Andratx non ha lasciato spazio a letture attendiste: 75 chilometri secchi, nervosi, con tre GPM e l’arrivo piantato sul Port d’Andratx, 2,3 km che quando la strada si impenna ti chiede conto di ogni watt speso prima. In cima, Karlijn Swinkels ha messo il sigillo, battendo Liane Lippert e Mie Bjørndal Ottestad in uno sprint in salita giocato più di testa che di pura esplosività .
La corsa, inizialmente prevista su 107 km, è stata ridisegnata dal vento. Questo ha compattato il gruppo nella prima parte, con velocità alta e nessuna fuga lasciata respirare nei primi 40 km. Gruppo compatto sul Coll den Claret, ammiraglie in fila e controllo totale: nessuno aveva interesse a regalare spazio in una gara così corta.
La svolta arriva a 35 km dall’arrivo. Sui tratti ondulati nasce una fuga buona, otto atlete con dentro tutti i nomi pesanti: Anna Henderson per Lidl-Trek, Ferguson e Lippert per Movistar, Swinkels e Gasparrini per UAE Team ADQ, Ottestad per Uno-X Mobility, De Jong e Silvestri a completare il quadro. Davanti c’è qualità , dietro manca la voglia di inseguire. Il distacco sale rapidamente e la corsa, di fatto, si gioca lì.
Sul Coll de sa Gramola UAE e Movistar fanno valere i numeri, tenendo il ritmo alto ma regolare. Henderson poi forza l’andatura, rilancia in discesa e prova a sfilacciare il gruppo. Tutto si ricompatta prima dell’ultimo tratto pianeggiante, ma il messaggio è chiaro: chi ha gamba deve scoprirsi adesso.
L’approccio al Port d’Andratx vede le fuggitive con quasi due minuti sul plotoncino, ormai ridotto all’osso. Ferguson lavora a fondo per Lippert, poi si sposta. A 1,5 km Gasparrini prova l’anticipo su un tratto meno ripido, uno scatto secco che costringe le altre a reagire. Quando la pendenza torna a mordere restano in tre: Swinkels, Lippert e Ottestad.
Qui entra in gioco la lucidità . Lo sviluppo metrico si accorcia, la velocità cala, è una sfida di posizione in sella e gestione dello sforzo. Si guardano, aspettano, sapendo che partire troppo presto sul ripido significa piantarsi. Swinkels rompe l’equilibrio ai -300, non esplode ma costruisce, tiene una cadenza piena e non si siede mai. Lippert prova a risalire in progressione, Ottestad resta lì, ma l’inerzia è tutta dell’olandese.
Vittoria netta, seconda in tre giorni per UAE Team ADQ nella Challenge Mallorca femminile dopo quella di Squiban. Un successo di squadra, preparato con l’attacco di Gasparrini e concretizzato con freddezza. In una giornata resa dura dal vento e dalla brevità , Swinkels ha dimostrato gamba e testa: quando la strada sale e la corsa si decide in pochi minuti, serve sapere esattamente quando rilanciare. Lei lo ha fatto al momento giusto.
Francesco.
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