Dylan Groenewegen apre il 2026 come meglio non potrebbe: vittoria secca alla Clàssica Comunitat Valenciana, la prima con la nuova maglia Unibet Rose Rockets. Duecento chilometri nervosi da La Nucía a Valencia, vento laterale a scompaginare la testa della corsa e un finale dove servivano gamba, testa e squadra. L’olandese le ha messe tutte sul tavolo.
La corsa si accende presto sull’Alto de Coll de Rates, 14 chilometri pedalabili ma già selettivi. Samuele Zoccarato ed Enzo Leijnse prendono coraggio e guadagnano spazio, arrivando a oltre cinque minuti. Dietro, però, nessuno si illude. Il percorso propone un secondo strappo, l’Alto de Beniarrés, e poi una lunga fase costiera esposta alle raffiche. È lì che le squadre iniziano a muoversi come in una classica del Nord: ritmo alto, treni spezzati, uomini in scia che improvvisamente si ritrovano all’aria.
Soudal-QuickStep, Movistar, TotalEnergies ed Equipo Kern Pharma alzano il passo. Il vantaggio cala sotto il minuto a 60 chilometri dall’arrivo e il gruppo compatto torna tale a 30 dall’epilogo. Ma è solo calma apparente. Unibet Rose Rockets prende il comando nei tratti più scoperti e il vento fa il resto: echelon, spaccata netta, selezione pesante.
Davanti restano in 17. Groenewegen è dove deve essere, e soprattutto non è solo. Con lui Elmar Reinders, Karsten Larsen Feldmann e Rory Townsend: tre uomini a proteggerlo, chiudere i buchi, tenerlo al riparo. Soudal-QuickStep risponde con Magnier, Van Gestel e Desal; Jayco AlUla con Capiot, Donaldson e Krijnsen. Altri team sono rappresentati da due uomini, mentre Sebastian Grindley resta l’unico senza compagni in testa.
Negli ultimi otto chilometri il margine sul gruppo inseguitore balla tra i 12 e i 30 secondi. Nessun accordo totale, ma tutti sanno che la vittoria è lì davanti. Si entra sul rettilineo finale a tutta, dopo una giornata passata spesso fuorisella per tenere posizione. Groenewegen aspetta il momento giusto, legge il vento, si fida del lavoro dei suoi. Lancia lo scatto con decisione, rapporto lungo, schiena bassa, e nessuno riesce a rimontarlo. Dietro Paul Magnier deve accontentarsi della piazza d’onore, Emilien Jeannière completa il podio.
Non è una volata da manuale su arrivo da Grand Tour. È una volata sporca, dopo venti laterali, strappi e rilanci continui. Ed è proprio questo a rendere il successo ancora più significativo. Groenewegen aveva già vinto qui nel 2024, segno che questo percorso gli calza addosso, ma farlo alla prima uscita con un nuovo progetto dà un messaggio chiaro al gruppo.
Unibet Rose Rockets debutta così con un colpo pesante, dimostrando organizzazione e lucidità tattica. Groenewegen conferma di essere uno sprinter completo, capace di resistere alle fasi dure e di colpire quando le gambe pesano. Valencia lo ha visto ancora una volta alzare le braccia. E per la stagione, il biglietto da visita è già sul tavolo.
Francesco.
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