Dylan Groenewegen non ha perso tempo a presentarsi al suo nuovo pubblico. Alla Clàssica Comunitat Valenciana – Gran Premi València, 200 chilometri nervosi tra mare e vento, l’olandese ha centrato la vittoria al debutto con la maglia Unibet Rose Rockets, regolando in volata un gruppo ristretto dopo una giornata spaccata dalle raffiche laterali.
Il percorso ha fatto la sua parte fin dall’inizio: partenza da La Nucia, primi chilometri lungo la costa e poi l’ingresso sulle salite, con l’Alto de Coll de Rates (14,2 km al 3%) a dare il primo scossone al gruppo. Subito dopo lo scollinamento si sono mossi Samuele Zoccarato ed Enzo Leijnse, due uomini d’attacco che hanno preso coraggio e minuti. Nei primi 50 km il vantaggio ha superato abbondantemente i cinque minuti, complice un gruppo ancora attendista.
La corsa però è cambiata avvicinandosi all’Alto de Beniarrés (4,8 km al 4%). Qui il ritmo si è alzato, il margine dei fuggitivi è sceso e il plotone ha iniziato a fiutare l’odore del mare e del vento. Con oltre metà gara ancora da percorrere, tra discese veloci e lunghi tratti pianeggianti esposti, tenere testa al gruppo sarebbe stato un miraggio. A 60 km dall’arrivo il distacco era già sotto il minuto, con Soudal-QuickStep, Movistar, TotalEnergies ed Equipo Kern Pharma a menare davanti. Riaggancio completo a circa 30 km dal traguardo.
È lì che la giornata ha preso una piega decisiva. Le raffiche laterali sulla costa hanno spezzato il gruppo compatto: ventagli, scatti secchi, gente che resta scoperta e perde la ruota giusta. Unibet Rose Rockets ha letto la corsa alla perfezione, portando Groenewegen nel punto caldo insieme a tre compagni – Reinders, Larsen Feldmann e Townsend – dentro un drappello di 17 corridori. Con loro uomini chiave di Soudal-QuickStep, Jayco AlUla, TotalEnergies, Bahrain-Victorious e altri, mentre alle spalle si apriva il vuoto.
Negli ultimi chilometri il vantaggio del gruppetto è stato elastico: prima una dozzina di secondi, poi di nuovo mezzo minuto. Abbastanza per giocarsi la vittoria davanti. Sul rettilineo finale Groenewegen ha fatto quello che sa fare meglio: ha aspettato, si è messo in scia del proprio treno e ha lanciato la volata nel momento giusto. Nessun fuorigiri, rapporto lungo e potenza tutta scaricata sull’asfalto valenciano. Paul Magnier ha provato a resistere, Emilien Jeannière ha chiuso il podio, ma lo sprint aveva un padrone.
Per Groenewegen non è solo una vittoria: è un segnale. Vinceva già qui nel 2024, ha vinto di nuovo nel 2026, dimostrando che anche su percorsi mossi e in condizioni difficili resta uno dei finalizzatori più solidi del gruppo. La Unibet Rose Rockets parte forte, lui pure. La stagione è lunga, ma iniziare così pesa, nella testa e nelle gambe.
Francesco.
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