La Milano-Sanremo Women torna con un equilibrio sottilissimo tra attacco e volata. È solo la seconda edizione, ma ha già un copione tattico chiaro: Cipressa per logorare, Poggio per decidere, Via Roma per chiudere i conti. E quest’anno il vento contrario sugli ultimi capi rischia di spostare l’ago della bilancia ancora verso le sprinter.
Nel 2025 vinse Lorena Wiebes allo sprint, dopo un Poggio acceso ma non devastante. Elisa Longo Borghini provò a sorprendere tutte nel finale, ma con Lotte Kopecky nel gruppo inseguitore SD Worx-Protime orchestrò il rientro perfetto e lanciò la sua finisseur. Quest’anno lo scenario poteva cambiare: più conoscenza del percorso, più coraggio sulla Cipressa, magari un’anticipazione in stile gara maschile. Invece il quadro si è complicato.
Longo Borghini è out per malattia. Marianne Vos ha lasciato la corsa per motivi familiari. Due assenze che pesano come macigni. La prima avrebbe imposto ritmo già sulla Cipressa con UAE Team ADQ; la seconda rappresentava una minaccia concreta in una volata ristretta o dopo uno scatto sul Poggio. Senza di loro, la responsabilità di accendere la corsa ricade su altre spalle.
Il meteo fa il resto. Le previsioni parlano di vento contrario moderato sugli ultimi chilometri e sulle salite decisive. Tradotto: più facile restare in scia, più difficile fare la differenza con uno scatto secco. Con aria in faccia a 20 km/h, chi accelera sul Poggio rischia di andare fuorigiri e di essere ripreso in pochi metri. E se un gruppo numeroso scollina compatto, battere Wiebes diventa un’impresa quasi proibitiva.
Le direttive tecniche sono chiare. Jorge Sanz, dall’ammiraglia Movistar, sottolinea un punto chiave: posizione prima di tutto. Sul Poggio non servono pendenze estreme per fare selezione, serve stare davanti, seguire, non inseguire. Chi resta imbottigliata perde la corsa. E negli ultimi tre chilometri conta arrivare con energie mentali lucide, senza sprecare watt inutili.
Canyon-SRAM zondacrypto prova a giocare su due tavoli. Kasia Niewiadoma-Phinney è l’indiziata per forzare il ritmo in salita; Chiara Consonni rappresenta l’opzione sprint. Una squadra che non vuole restare passiva, ma che sa leggere la corsa: se il vento spegne gli attacchi, si corre per la volata.
UAE Team ADQ resta una delle chiavi tattiche. Anche senza Longo Borghini, il collettivo ha mostrato aggressività al Trofeo Alfredo Binda. Silvia Persico, Eleonora Gasparrini, Dominika Włodarczyk, Mavi García: nomi capaci di alzare il ritmo sulla Cipressa e preparare un Poggio più esplosivo. Per mettere in difficoltà le sprinter serve un forcing continuo, non uno scatto isolato.
E poi c’è SD Worx-Protime. Se Wiebes supera il Poggio nel gruppo di testa, la corsa prende una direzione quasi obbligata. Isolarla diventa l’unica vera strategia: costringerla a chiudere su ogni scatto negli ultimi tre chilometri, attaccarla in sequenza, non concederle un treno. Ma per farlo serve unità tra rivali, una scelta tattica collettiva che raramente si vede fino in fondo.
La Milano-Sanremo è semplice nella traccia, complessa nell’esecuzione. Attendere e giocarsi il settimo posto o rischiare tutto per vincere: è questo il bivio. Con il vento in faccia e due grandi protagoniste assenti, la bilancia pende verso la velocità pura. Ma basta uno scatto deciso sul Poggio, nel momento giusto, per riscrivere la storia.
A Sanremo non vince sempre la più forte. Vince chi sa leggere il finale quando le gambe bruciano e il gruppo compatto trattiene il respiro.
Francesco
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