Lotte Kopecky torna a ruggire sul pavé delle Fiandre e lo fa dove ormai lascia il segno con regolarità: Nokere Koerse. La belga della SD Worx-Protime conquista la sua terza vittoria in carriera su questo traguardo e rompe il ghiaccio nel 2026 con uno sprint in salita gestito da padrona assoluta.
Il finale di Waregemstraat non perdona. È un falsopiano che ti tiene a fuorigiri se parti lungo e ti spezza le gambe se aspetti troppo. Kopecky lo conosce metro per metro. Stavolta resta coperta fino agli ultimi 150 metri, lascia che siano le altre ad aprire il gas controvento e poi lancia uno scatto secco, due bici di vantaggio su Charlotte Kool (Fenix-Premier Tech) e gara chiusa. Terza Lara Gillespie (UAE Team ADQ), ancora solida in questo inizio di primavera.
La corsa è stata dura: 133 chilometri, 22 settori di pavé, dieci muri. Terreno perfetto per logorare il gruppo e selezionare prima di arrivare al circuito finale. La fuga iniziale – Tuisk, Docx, Stockman, Bates e Brauße – prende quasi tre minuti, ma non impensierisce davvero il gruppo compatto. SD Worx controlla senza scoprirsi, lascia fare finché la strada non si impenna e il ritmo cambia.
La corsa esplode a 20 chilometri dall’arrivo sul Lange Ast in pavé. È lì che la squadra di Kopecky alza i giri del motore. La belga accelera in testa, forza il ritmo e seleziona un quartetto con Kool, Bossuyt e Moors. Non c’è collaborazione piena, il gruppo rientra, ma il messaggio è chiaro: chi vuole vincere deve passare dalle sue gambe.
Nel finale si muove Ilse Pluimers con un’azione solitaria a 9 chilometri dall’arrivo. Guadagna una dozzina di secondi, tiene duro fino ai meno 1,5 km. Dietro però Fenix-Premier Tech si mette in testa a tirare con decisione, mentre SD Worx resta più coperta per preparare lo sprint. Un’ammiraglia che sa leggere la corsa: lascia consumare le rivali e protegge la propria leader.
Ai meno 4 chilometri una caduta spezza il ritmo di alcune atlete, ma non cambia l’inerzia. Si entra sull’ultimo tratto in leggera ascesa con un gruppo ancora numeroso. Kopecky è isolata, senza un vero ultimo uomo per il lancio. Qui emerge la differenza tra una grande passista veloce e una sprinter pura: lei non si fa prendere dalla foga, resta in scia, aspetta il momento in cui la velocità cala leggermente controvento. Quando parte, lo fa seduta, potente, senza scomporsi. È uno sprint lungo, quasi da classica del Nord, più di forza che di agilità. Kool rimonta da dietro ma non chiude il gap.
Per SD Worx è la sesta vittoria consecutiva a Nokere Koerse. Un dominio costruito su profondità di squadra e capacità di adattarsi a corsa nervosa e pavé. Per Kopecky è soprattutto una liberazione: primo successo stagionale e un segnale chiaro in vista di Milano-Sanremo, dove in squadra c’è anche la campionessa uscente Lorena Wiebes. Avere già alzato le braccia cambia l’assetto mentale: più libertà tattica, meno pressione.
Quando puoi permetterti di aspettare gli ultimi 150 metri in un finale così, significa che hai gamba, testa e rapporti giusti nel momento decisivo. Kopecky li ha trovati tutti. E sulle pietre fiamminghe, quando decide di rilanciare, poche riescono a tenere la ruota.
Francesco
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