La polvere del Mid South Gravel non ha coperto lo spavento. Durante la prova femminile, Sofía Gómez Villafañe e Paige Onweller hanno rischiato grosso per colpa di un veicolo media finito fuori traiettoria nel pieno dell’azione di gara. Un episodio grave, ripreso dagli spettatori a bordo strada, che riapre il dossier sicurezza nelle corse gravel a porte aperte.
Le due atlete erano nel vivo della sfida, lanciate in testa alla corsa, quando all’uscita di una curva a sinistra si sono trovate davanti un buggy off-road con a bordo operatori media. Il mezzo ha proseguito dritto, invadendo la linea ideale. Gómez Villafañe è stata costretta a una frenata secca e a uno scarto improvviso per evitare l’impatto. Il veicolo ha poi corretto la traiettoria, ma sbandando verso sinistra è finito sulla linea di Onweller, che a sua volta ha dovuto deviare bruscamente.
Due cambi di direzione violenti, a velocità sostenuta, su fondo sterrato. In gravel, quando sei al limite dell’aderenza e spingi rapporti lunghi per fare selezione, un ostacolo improvviso è una lotteria. Basta poco per perdere l’anteriore, finire a terra e trascinare con sé mezza corsa. Stavolta è andata bene. Le atlete, dopo un gesto di stizza e un rapido cenno per assicurarsi che fosse tutto sotto controllo, hanno proseguito la gara. Gómez Villafañe ha poi conquistato la vittoria.
Il giorno successivo, l’argentina ha affidato ai social parole nette: non è la prima volta che lei o altre concorrenti sfiorano la collisione con veicoli media per scarsa conoscenza del percorso. “È inaccettabile che la nostra sicurezza venga compromessa ‘per lo scatto’”, ha scritto. Una frase che pesa, perché fotografa una tensione crescente tra esigenze televisive e incolumità degli atleti.
Gli organizzatori del Mid South, evento nato nel 2011 con spirito grassroots e oggi diventato riferimento internazionale del calendario gravel, hanno diffuso una nota di scuse ufficiali. Hanno definito l’accaduto un “errore operativo” e si sono assunti la piena responsabilità come direzione di gara, sollevando il singolo membro dell’equipaggio da colpe personali. “Quanto accade sul nostro percorso è una nostra responsabilità. In questo caso non abbiamo rispettato gli standard che pretendiamo da noi stessi”, si legge nel comunicato.
Il comitato organizzatore ha annunciato una revisione completa delle operazioni in corsa, con particolare attenzione alla gestione dei veicoli media nelle fasi calde della competizione. L’obiettivo è introdurre protocolli più stringenti, standard più chiari e un maggior coinvolgimento delle atlete e degli atleti nelle decisioni sulla sicurezza.
Il punto cruciale è proprio questo. Il gravel professionistico è cresciuto in fretta: più copertura, più sponsor, più mezzi al seguito. Ma a differenza delle corse WorldTour su strada, non sempre esistono strutture consolidate, transenne, chiusure totali del traffico o gerarchie rodate tra direzione corsa e carovana. Quando la testa della corsa viaggia a tutta su strade bianche e secondarie, l’equilibrio tra spettacolo e tutela diventa delicato.
Il Mid South ha parlato di “fiducia” riposta dai corridori quando si schierano alla partenza. È una parola chiave. Senza fiducia nell’organizzazione e nella gestione del percorso, anche la battaglia più avvincente perde senso. Questa volta non ci sono state conseguenze fisiche. Ma il segnale è forte: la sicurezza non può inseguire la crescita del movimento, deve guidarla.
Francesco
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