Karlijn Swinkels piazza il colpo più pesante della carriera al Trofeo Alfredo Binda, centrando a Cittiglio la sua prima vittoria WorldTour. La neerlandese della UAE Team ADQ regola in una volata a tre Anna van der Breggen e Mie Bjørndal Ottestad dopo 146 chilometri nervosi, accorciati per neve rispetto al tracciato originale. Una corsa dura, selettiva, con cinque giri finali sul circuito di Casale e Orino a scavare differenze gamba dopo gamba.
La gara si accende sull’ultima tornata. Dopo una prima parte controllata – con Hannah Ludwig ripresa e vari tentativi neutralizzati – è nel finale che il gruppo esplode. Sulla discesa verso Cittiglio, a poco più di un giro dalla conclusione, si forma l’azione decisiva: sei atlete prendono margine, tra loro Swinkels, Van der Breggen, Ottestad, Pfeiffer Georgi e le due compagne Persico e Gasparrini.
Qui entra in scena la tattica di squadra. Persico e Gasparrini si mettono a tirare con regolarità verso il Casale, permettendo a Swinkels di restare coperta, in scia, con un rapporto agile ma senza andare fuorigiri. Quando la strada sale, Van der Breggen cambia ritmo. Il suo passo è quello dei giorni migliori: secco, continuo, da scalatrice che sa dosare lo sforzo sui 4 chilometri di Orino. Le due gregari della UAE si staccano una dopo l’altra. Restano in quattro.
Sull’ultima ascesa Georgi cede quasi subito. Van der Breggen rilancia sui tornanti finali e stacca anche Ottestad. In cima ha pochi secondi sulla norvegese, mentre il gruppo compatto – dove anche Marianne Vos prova a muoversi senza successo – scivola a quasi un minuto. La corsa è davanti.
In discesa, però, la campionessa olimpica smette di collaborare. Ottestad rientra a 4,5 chilometri dal traguardo e prova subito a sorprendere le rivali con uno scatto da dietro. Swinkels chiude con decisione, senza esitazioni. La neerlandese capisce che la partita si gioca sulla freschezza e sulla gestione dello sforzo: collabora il giusto, lascia lavorare Ottestad nel tratto pianeggiante, tiene la posizione.
Al triangolo rosso dell’ultimo chilometro Ottestad tenta l’ultima fucilata per evitare la volata. Ancora una volta Swinkels risponde. Ai 150 metri, quando la strada si apre sul rettilineo di Cittiglio, partono lei e Van der Breggen. È uno sprint dopo una classica vera: gambe piene di acido lattico, rapporto lanciato, spalle ferme e bici che non ondeggia. Swinkels è la più potente, tiene la linea e passa per prima sotto lo striscione. Van der Breggen è seconda, Ottestad completa il podio. A 47 secondi, Blanka Vas regola il gruppo per il quarto posto.
Nel dopo gara Swinkels racconta una corsa nata quasi per caso. Doveva aspettare lo sprint del gruppo, invece si è trovata davanti grazie all’azione collettiva della squadra. Ha temuto la progressione in salita di Van der Breggen, ma una volta scollinato ha capito che la situazione poteva premiarla. Ha chiesto collaborazione, ha gestito il margine sul gruppo e ha puntato tutto su uno sprint lungo e potente, consapevole che dopo 146 chilometri il dettaglio fa la differenza.
Al Binda non vince solo la gamba, vince la lettura della corsa. Swinkels sceglie il momento, sfrutta il lavoro dell’ammiraglia e delle compagne, e firma il successo più importante della sua carriera. Francesco.
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