Duecentotredici chilometri, quasi 2.700 metri di dislivello, quattro salite vere e un finale da classica del Nord. La quarta tappa della Tirreno-Adriatico ha messo insieme fatica e velocità, e quando lo scenario si è ristretto a 14 uomini davanti al mare di Martinsicuro, Mathieu van der Poel ha fatto quello che sa fare meglio: aspettare, leggere e colpire.
L’olandese dell’Alpecin-Premier Tech ha centrato il terzo successo stagionale, il secondo in questa Tirreno, regolando un gruppo selezionato dopo una giornata dura fin dall’Appennino. Ovindoli (11,9 km al 4,9%) e il Valico delle Capannelle (12,9 km al 4,5%) hanno scavato le prime trincee, poi il ritmo è rimasto alto fino al muro di Tortoreto, 1,5 km all’8,4%, a 12,6 dall’arrivo. Lì la corsa si è spezzata davvero.
In apertura si era mossa una fuga numerosa, fino a dodici uomini con Rochas bravo a rientrare in solitaria. UAE Team Emirates-XRG ha controllato in testa al gruppo compatto per difendere la maglia blu di Isaac Del Toro, con un vantaggio massimo attorno ai tre minuti. Sulle salite lunghe si è fatta selezione naturale, ma è negli ultimi 50 chilometri che la tappa ha cambiato pelle: Red Bull-Bora-Hansgrohe, Ineos, Visma-Lease a Bike e Decathlon-CMA CGM hanno alzato il ritmo, preparando il terreno allo scontro tra uomini di classifica e finisseur.
L’ultimo attaccante della fuga, Otruba, è stato ripreso alle porte di Tortoreto. Sulle rampe più dure Visma ha preso il comando con Jorgenson e Van Aert, scremando il gruppo. In cima sono rimasti in dodici: dentro tutti i nomi pesanti, da Del Toro a Pellizzari, da Roglič a Ganna, con Van der Poel sempre coperto, in scia, senza un colpo fuori posto.
Nel finale pianeggiante si sono riportati sotto Vendrame e Christen, portando il drappello a 14 unità. Jorgenson ha pilotato l’azione negli ultimi chilometri, provando anche un allungo a 4 dall’arrivo prima di tornare al lavoro per Van Aert. Christen ha lanciato la volata, Ganna ha anticipato con Vendrame sulla ruota. È stato il momento chiave: Van der Poel ha intuito l’attimo, si è accodato immediatamente e poi ha cambiato rapporto, rilanciando con potenza.
Con vento contrario sul lungomare non era uno sprint banale. Partire troppo presto significava pagarlo negli ultimi metri. L’olandese ha rischiato, ma la sua progressione è stata netta. Ha staccato Pellizzari e Tobias Halland Johannessen e si è potuto persino concedere un accenno di esultanza prima della linea. “Ho reagito subito a tutto, sapevo che Ganna avrebbe provato un attacco nel finale”, ha spiegato. Lettura perfetta, esecuzione ancora migliore.
Alle spalle del vincitore, la classifica generale si è rimescolata grazie agli abbuoni. Giulio Pellizzari, secondo sul traguardo, ha conquistato la maglia blu, superando Del Toro per appena due secondi. Prima della tappa era a quattro; i sei secondi di bonus hanno ribaltato tutto. Roglič ora è terzo a 21 secondi, con tre tappe ancora da correre.
La Tirreno entra nella fase decisiva con distacchi minimi e uomini in grande forma. Van der Poel ha già lasciato il segno due volte e, anche senza ambizioni di classifica, continua a muovere gli equilibri. Quando la corsa si indurisce e resta un gruppo scelto, lui non aspetta il copione: lo scrive.
Francesco
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