Mauro Schmid piazza un altro colpo pesante e lo fa dove conta: in salita, con la maglia di campione svizzero ben visibile e la Jayco AlUla impeccabile nel finale. La terza tappa del Tour of Oman, 191 chilometri nervosi da Samail a Misfat Al Abriyeen, si decide tutta sugli ultimi 3,5 km al 7,6% di Eastern Mountain. Pendenza costante, poche possibilità di bluff. Qui vince chi ha gamba e sangue freddo.
La corsa si accende presto. Attacchi a ripetizione, gruppo allungato, poi una prima frattura dopo appena 10 km con una trentina di corridori davanti. Il gruppo ricuce, ma da lì nasce l’azione buona: sette uomini prendono il largo, dentro anche il leader della generale Baptiste Veistroffer. UAE Team Emirates-XRG e Soudal-QuickStep tengono il ritmo in gruppo, senza panico. Il distacco della fuga sale fino a quattro minuti, ma non va oltre.
La tappa è lunga e logora: oltre 1.600 metri di dislivello senza GPM ufficiali prima dell’arrivo. Sembra un paradosso, ma è proprio questo a svuotare le gambe. La velocità del gruppo aumenta dopo metà corsa, il vantaggio dei fuggitivi si assottiglia. Una caduta a 6,5 km dall’arrivo rallenta l’inseguimento, regalando un’ultima illusione alla fuga, che però viene neutralizzata a 2,2 km dalla linea.
Sulla salita finale restano davanti in pochi. Il ritmo miete vittime, i rapporti diventano duri, si sale spesso in fuorigiri. Nairo Quintana fiuta il momento giusto e scatta secco a 2 km dall’arrivo. Non un allungo progressivo, ma un attacco deciso, di quelli che cercano più l’orgoglio che i calcoli. Il colombiano guadagna qualche secondo e resiste fino sotto al triangolo dell’ultimo chilometro.
Dietro, però, la Jayco AlUla gioca la carta giusta. Paul Double prende la testa del gruppetto dei migliori e forza l’andatura. Non guarda indietro, non risponde agli scatti: tira dritto, sviluppo metrico pesante, azione rotonda. Quintana viene ripreso a 300 metri dal traguardo. A quel punto Schmid esce dalla scia e rilancia con decisione.
È lo scatto buono. Cristian Scaroni prova a seguirlo, resta incollato alla ruota per qualche secondo, poi deve alzarsi sui pedali. Troppa differenza di spunto. Schmid vince con autorità , terzo successo stagionale considerando anche il Muscat Classic, e si prende sia la tappa sia la maglia di leader. Martin Tjøtta completa il podio, staccato di tre secondi.
Vittoria costruita con pazienza e lettura perfetta del finale. Schmid non ha avuto bisogno di attaccare per primo: ha lasciato consumare gli altri e ha colpito quando la salita non perdona più. Così si vincono le corse a tappe corte, così si manda un messaggio chiaro agli avversari. Al Tour of Oman ora tutti guardano lui.
Francesco.
20
