La pioggia ha trasformato l’ultima giornata dell’Étoile de Bessèges in una vera resa dei conti, e contro il cronometro è emerso chi aveva gamba, testa e capacità di stare in assetto perfetto quando la strada scivola. Ewen Costiou ha fatto tutto giusto: ha vinto la cronometro finale e si è preso la classifica generale strappandola di mano a Lukáš Kubiš all’ultimo chilometro utile.
Dieci chilometri scarsi, asfalto bagnato, prima parte filante e finale che morde le gambe: 2,8 km di salita verso il Site de l’Ermitage dove non bastava spingere forte, serviva dosare. Qui Costiou ha gestito sviluppo metrico e cadenza come un veterano. Sotto i quindici minuti non c’è arrivato nessun altro: 14’57” che, visto il meteo, pesa come una vittoria di peso specifico alto. Non solo la tappa, ma il colpo doppio.
Kubiš arrivava all’ultimo giorno in maglia di leader, con la corsa in mano dalla terza tappa e un margine risicato ma difendibile. Sulla carta. Perché contro il cronometro, sul bagnato, con la salita finale che ti costringe a rilanciare da seduto e a non andare fuorigiri, serviva un altro passo. Il corridore della Unibet Rose Rockets ha chiuso solo 15° di giornata, pagando 35 secondi a Costiou. Risultato: quarto posto finale e generale ribaltata.
Alle spalle del vincitore, giornata positiva anche per il Groupama-FDJ United, che piazza Maxime Decomble secondo nella cronometro. Un lavoro di squadra che trova continuità fino all’ultimo metro, anche se la classifica generale si decide tutta sulle gambe del capitano. Paul Lapeira completa il podio di tappa ed è secondo nella generale con la maglia Decathlon CGM CMA. Era lui il pericolo numero uno per Costiou: partiva a quattro secondi, sapeva di dover forzare. Ha spinto, ha tenuto una buona traiettoria, ma ha lasciato sei secondi sulla strada. Abbastanza per cedere la corsa.
La cronometro di Alès ha confermato quanto l’Étoile de Bessèges sia una corsa che non regala nulla. Dopo quattro tappe favorevoli ai velocisti, tutto è rimasto sospeso fino all’ultimo giorno: undici corridori in venti secondi, una classifica compressa, e il meteo a rimescolare le carte. Undici atleti hanno preferito non partire, chiudendo la settimana anzitempo per evitare rischi inutili. Scelta comprensibile, ma chi è rimasto ha dovuto fare i conti con una vera prova di concentrazione.
I primi riferimenti sono durati poco: Samuel Leroux ha aperto le danze, poi Jordan Labrosse si è seduto a lungo sulla “hot seat” con 15’16”. Quando sono arrivati i big, però, la differenza si è vista. Costiou ha messo subito pressione alla testa della corsa, poi ha aspettato in silenzio che gli altri si scontrassero con la realtà del cronometro. Nessuno si è avvicinato.
È una vittoria costruita senza proclami, ma con precisione. Sul bagnato, in salita, quando il rilancio dal rapporto duro diventa una sentenza, Costiou ha trovato la giornata giusta. E a Bessèges, questo basta per entrare dalla porta principale.
Francesco.
20
