Tre squadre Continental al via dell’UAE Tour Women 2026, nonostante il regolamento UCI dica altro. È successo davvero, non è una svista di partenza né un errore dell’ammiraglia. Top Girls Fassa Bortolo, Vini Fantini-BePink e Hitec Products Fluid Control hanno preso il via, hanno animato le tappe e, soprattutto, hanno lasciato il segno. Il caso più chiaro porta il nome di Sara Luccon.
La giovane italiana di Top Girls Fassa Bortolo ha vinto la classifica dei traguardi intermedi, la maglia nera, attaccando giorno dopo giorno dalla prima fuga buona. Non per caso. Luccon ha letto il regolamento come si legge una corsa: sapendo che il risultato finale per una Continental è quasi irraggiungibile, ha puntato tutto su visibilità, scatti mirati e presenza costante davanti. Risultato: classifica vinta e messaggio consegnato al gruppo compatto.
Il contesto è tutt’altro che secondario. Dal 2026 l’articolo 2.1.005 del regolamento UCI restringe l’accesso alle gare Women’s WorldTour: le squadre Continental sono escluse, a meno che non partecipino meno di 15 team WorldTour e Pro. All’UAE Tour Women i numeri dicevano altro: 14 WorldTour presenti, tutte accettate, più tre ProTeam. Totale 17 squadre. Sulla carta, spazio zero per le Continental.
E invece no. Gli organizzatori hanno chiesto una deroga. Ufficiale? Non scritta nel regolamento, ma confermata nei fatti. La stessa UCI ha chiarito che un’organizzazione può fare richiesta, che viene valutata caso per caso. È la classica zona grigia del ciclismo, quella dove la norma esiste ma l’asfalto decide diversamente.
Il direttore di corsa Fabrizio D’Amico è stato netto. Schierare solo 15 squadre in una gara WorldTour femminile, secondo lui, impoverisce la corsa. Meno atlete, meno dinamica, meno battaglia in testa della corsa. L’obiettivo dichiarato è avere almeno 20 squadre da sei atlete, per alzare livello, sicurezza e qualità dello spettacolo. Detto senza giri di parole: il gruppo ha bisogno di chi attacca.
Ed è qui che entrano in gioco le Continental. Sanno di non giocarsi la generale, ma si muovono. Vanno in fuga, tengono alta l’andatura, costringono le WorldTour a lavorare, danno ritmo e senso alle tappe piatte. “Hanno onorato la corsa”, ha detto D’Amico. Difficile dargli torto.
Il paragone con le altre prove WorldTour del 2026 è impietoso. Tour Down Under Women e Cadel Evans Great Ocean Road Race hanno visto al via solo le 14 squadre WorldTour e una nazionale. Nessuna ProTeam, nessuna Continental. Gruppi corti, corsa più controllata, meno spazio per l’imprevisto.
Anche i team Continental erano consapevoli del ruolo. Walter Zini, team manager BePink, lo ha spiegato chiaramente: l’invito va meritato ogni giorno, attaccando, cercando visibilità per sponsor e organizzatori. È la regola non scritta del ciclismo: se ti danno spazio, lo devi riempire con le gambe.
L’UAE Tour Women ha mandato un segnale chiaro. Le Continental servono, eccome. Il regolamento, probabilmente, verrà aggiornato. Intanto, sulla strada, l’hanno già fatto loro.
Francesco.
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