Elisa Longo Borghini sale sul Jebel Hafeet come si fa con una montagna che conosci a memoria: senza fretta, con rispetto, ma con la certezza di avere le gambe giuste quando la strada si impenna davvero. La tappa finale dello UAE Tour Women 2026, 156 chilometri da Al Ain alla rampa finale a quota 1042 metri, si chiude con la terza vittoria assoluta della campionessa italiana in quattro anni. E questa volta arriva nel modo più netto: attacco secco, solitaria, maglia rossa blindata.
La giornata parte già segnata dalle assenze pesanti. Marlen Reusser non si presenta al via, Anna van der Breggen è costretta al ritiro per malattia. La UAE Team ADQ prende atto della situazione e corre da padrona. Nei primi chilometri c’è spazio per la lunga fuga di Sara Luccon, utile per le classifiche intermedie ma mai realmente pericolosa per la generale. Il gruppo compatto controlla, senza sprecare energie, lasciando che il deserto e il vento facciano il loro gioco fino al Green Mubazzarah, ai piedi della salita decisiva.
Quando inizia il Jebel Hafeet, la corsa cambia ritmo come un colpo di cambio sotto sforzo. UAE Team ADQ mette subito davanti Karlijn Swinkels, che screma il gruppo fino a una ventina di unità prima di farsi da parte. Silvia Persico prende il testimone, Longo Borghini resta incollata alla sua ruota: assetto perfetto, cadenza controllata, sguardo avanti.
La prima a muoversi è Amanda Spratt, seguita immediatamente da Longo Borghini e Kasia Niewiadoma-Phinney. Si forma un drappello di sei atlete di altissimo livello: dentro ci sono Monica Trinca Colonel, Femke de Vries, Niamh Fisher-Black e Kimberley Le Court-Pienaar. È il momento della tattica, degli scatti brevi, dei rilanci che servono più a far male che a guadagnare metri.
Niewiadoma prova ad accelerare a 4 chilometri dalla vetta. Longo Borghini non si scompone, la lascia fare, poi rientra con una progressione pulita. La polacca stringe i denti, rientra ancora, ma quando l’italiana apre veramente il gas a 2,7 chilometri dall’arrivo non c’è più risposta. È uno scatto costruito sulla fatica altrui: rapporto giusto, ritmo che sale, avversarie ferme sul posto. Da lì in poi è una cronometro in salita fino al traguardo.
Alle spalle, Trinca Colonel dimostra solidità e intelligenza, staccando de Vries nell’ultimo chilometro e conquistando il secondo posto di tappa e di generale. Longo Borghini arriva da sola, braccia al cielo, terza vittoria finale allo UAE Tour Women. Un successo costruito con calma, senza forzare l’inverno, giocando d’anticipo solo quando serviva davvero.
Il Jebel Hafeet resta il suo terreno di caccia. E quando Elisa decide di partire, non è uno scatto istintivo: è la somma di esperienza, lettura della corsa e gambe che rispondono sempre al momento giusto.
Francesco
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