Movistar si prende Valencia con una giornata che profuma di controllo, tempismo e lettura perfetta della corsa. La Vuelta CV Feminas 2026 si chiude con l’assolo di Liane Lippert, arrivato dopo 94,7 chilometri nervosi tra Bétera e il traguardo di Valencia, e con il terzo posto di Cat Ferguson a completare un quadro quasi ideale per la formazione spagnola.
La corsa non è mai stata addomesticata davvero. Ritmo alto fin dalle prime battute, continui scatti e una selezione naturale che ha scremato il gruppo compatto chilometro dopo chilometro. Le squadre più attive hanno tenuto la testa della corsa, ma è Movistar a dare la sensazione di avere sempre la mano sul manubrio della gara. Davanti restano in poche quando si entra negli ultimi quindici chilometri: un gruppo ridotto, nervoso, con gli sguardi che si incrociano e le gambe che iniziano a fare i conti con l’acido lattico.
Qui entra in gioco la tattica. Movistar sembra apparecchiata per lo sprint di Ferguson. Sara MartÃn si spende fino all’ultimo, un lavoro enorme in testa alla corsa: ritmo secco, progressione costante, nessun regalo. È quel tipo di tirata che fa saltare i rapporti alle avversarie, costringendole a stare sempre un dente sotto, appena al limite del fuorigiri.
A tre chilometri dall’arrivo, quando il gruppo esita per mezzo secondo di troppo, Lippert legge la corsa come una veterana. Scatto secco, senza guardarsi indietro. Non è un allungo disperato, è una progressione da passista che sa dosare lo sforzo. Fuori sella il giusto, poi assetto raccolto, testa bassa e sviluppo metrico pesante. Nessuna risposta immediata alle sue spalle: quel mezzo secondo diventa subito cinque, poi dieci.
Nel finale Lippert non si scompone. Tiene la traiettoria, rilancia dopo ogni curva, sfrutta ogni metro di strada. Dietro si organizza l’inseguimento, ma è tardi. Il gruppo ridotto arriva lanciato, ma la tedesca taglia il traguardo a braccia alzate, firmando una vittoria che nasce molto prima dello striscione d’arrivo, costruita dal lavoro collettivo della squadra.
Alle sue spalle Ferguson gioca bene le sue carte nello sprint per il podio. Parte forte, tiene la ruota giusta, ma deve cedere il secondo posto a Shari Bossuyt di AG Insurance-Soudal per pochi centimetri. Terza però, e con la consapevolezza di essere stata parte centrale della strategia Movistar, capace di tenere tutte sulla corda fino all’ultimo.
Il risultato finale racconta di una squadra solida e lucida, capace di vincere non solo con la gamba migliore, ma con la testa. Lippert finalizza, MartÃn costruisce, Ferguson capitalizza. In una corsa breve ma intensa, Movistar manda un messaggio chiaro a tutto il gruppo: quando il ritmo sale e la strada si stringe, sanno esattamente cosa fare.
Francesco.
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