La stagione WorldTour femminile entra subito nel vivo con l’UAE Tour Women, corsa che non lascia spazio all’improvvisazione. Deserto, vento e rettilinei infiniti: qui contano i nervi saldi in gruppo compatto e le gambe giuste quando la strada finalmente si impenna verso Jebel Hafeet. Nel 2025 fu un monologo diviso in due atti: Lorena Wiebes padrona degli sprint, Elisa Longo Borghini regina della generale. Quest’anno tornano entrambe, ma il livello attorno a loro si è alzato.
Il percorso non tradisce: le prime tre tappe parlano chiaramente ai treni delle velociste. Arrivi piatti, dove stare davanti in scia, evitare cadute ed echelons diventa una questione di mestiere. In queste condizioni Wiebes parte un gradino sopra tutte. Lo ha dimostrato lo scorso anno vincendo tre sprint su quattro e continua a farlo ogni volta che la strada si appiana. La sua forza non è solo la punta di velocità: è la capacità di lanciarsi da rapporto lungo senza perdere compostezza, anche quando il finale diventa caotico. SD Worx-Protime lavora per questo, chilometro dopo chilometro.
Le alternative non mancano, anche se battere Wiebes allo sprint resta un affare complicato. Lara Gillespie, in casa UAE Team ADQ, ha già dimostrato di poterle stare vicino. Charlotte Kool, Chiara Consonni e Maggie Coles-Lyster completano un gruppo di velociste solide, tutte capaci di leggere bene il finale e difendersi nel posizionamento. Attenzione anche a nomi come Georgia Baker, Linda Zanetti e Alison Jackson, che possono sfruttare sprint meno lineari o gruppetti ridotti.
Se le tappe pianeggianti servono soprattutto a non perdere tempo, la classifica generale si decide come sempre sull’asfalto nero di Jebel Hafeet. Dieci chilometri abbondanti, pendenza media attorno al 7%, senza veri tratti di respiro. È una salita che non perdona chi arriva fuori posizione o con le gambe vuote. Elisa Longo Borghini lo sa meglio di tutte: ha già vinto qui nel 2023 e nel 2025, costruendo il successo con un’azione secca, ritmo alto e nessuna esitazione. Per UAE Team ADQ è la corsa di casa, e il peso della leadership è tutto sulle sue spalle.
Ma questa edizione propone una sfida più dura. Marlen Reusser arriva con condizione già avanzata e un motore capace di fare la differenza su una salita regolare come questa. Kasia Niewiadoma-Phinney debutta all’UAE Tour con l’incognita della forma di inizio stagione, ma quando la strada sale non si può mai lasciarle un metro. Anna van der Breggen, schierata da SD Worx-Protime per la generale, ha il profilo giusto per reggere su Jebel Hafeet e approfittare di eventuali esitazioni. Occhio anche a Monica Trinca Colonel, già brillante qui lo scorso anno.
Il vero rischio per le donne di classifica resta il vento. Un ventaglio preso male, una frazione piatta affrontata troppo indietro, e il sogno della maglia rossa può svanire prima dell’unica salita decisiva. L’UAE Tour Women è così: sembra semplice, ma chiede attenzione assoluta. Chi arriverà a Jebel Hafeet ancora in gioco, avrà una sola occasione. E lì conteranno solo le gambe.
Francesco
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