Campagnolo rialza la testa e lo fa mettendo un punto fermo su una delle voci più pesanti circolate negli ultimi mesi: non ci sono stati licenziamenti. Nessun taglio del 40% della forza lavoro, nessuna emorragia occupazionale tra Vicenza e la Romania. A dirlo non sono interpretazioni o mezze frasi, ma una dichiarazione ufficiale dell’azienda di Vincenza, rilasciata a un numero selezionato di media e poi chiarita direttamente con Cyclingnews.
Negli ultimi anni Campagnolo ha pedalato spesso controvento. Fuori dal WorldTour maschile e femminile, lontana dalla testa della corsa sul piano della visibilità, con scelte industriali orientate verso il segmento “sport luxury” che hanno acceso più di una discussione tra appassionati e addetti ai lavori. Anche il debutto del Super Record WR non ha avuto l’accoglienza compatta che ci si aspetta da un gruppo con quella storia e quel nome inciso sul carbonio.
A fine 2025 la situazione sembrava essersi fatta ancora più pesante, con notizie di presunte ridondanze di massa che parlavano di una Campagnolo in piena crisi. Notizie che l’azienda definisce oggi “parziali o semplicemente inaccurate”. La realtà, spiegano da Vicenza, è diversa: nessun dipendente è stato lasciato a casa. Al contrario, è stato avviato un processo strutturato di riorganizzazione interna, condiviso con i sindacati e approvato attraverso un referendum aziendale. Il 77% dei dipendenti ha votato a favore dell’accordo.
L’intesa prevede una riduzione dei carichi settimanali di lavoro per alcuni addetti, ma tutela tutti i posti, in particolare nella sede storica vicentina. Il nuovo piano industriale ha ottenuto il via libera del consiglio di amministrazione e degli istituti bancari, con un ulteriore investimento diretto della famiglia Campagnolo, che resta proprietaria del marchio. Un segnale chiaro: non si smantella, si rilancia.
Dentro l’azienda il clima è quello di una transizione profonda. Meno livelli decisionali, processi più rapidi, e soprattutto più spazio ai giovani già presenti nei reparti chiave: marketing, vendite, ricerca e sviluppo. È una scelta che pesa anche sul prodotto. La piattaforma tecnica del nuovo Super Record a 13 velocità, oggi finalmente apprezzata anche sul piano prestazionale, non resterà isolata in cima alla gamma. Campagnolo ha confermato l’arrivo imminente di gruppi di seconda fascia, basati sulla stessa architettura, ma a prezzi più accessibili.
Questo è il vero nodo tecnico e commerciale. Portare la fluidità del cambio, la gestione dei rapporti e l’ergonomia a un pubblico più ampio significa tornare appetibili per gli OEM e rivedere Campagnolo montata sulle bici “out of the box”, non solo sulle navi ammiraglie da vetrina. È la differenza tra un marchio di culto e un marchio vivo nel gruppo compatto.
Sul fronte sportivo, l’obiettivo non è nascosto: rientrare nel ciclismo che conta. I contatti con i team ci sono, così come il lavoro per rafforzare il posizionamento del marchio. Prodotto, squadre professionistiche e identità: sono questi i tre pilastri dichiarati.
Campagnolo ha chiarito la propria posizione. Ora la parola passa all’asfalto, ai watt scaricati sul movimento centrale e alla capacità di tornare protagonisti, non per nostalgia ma per prestazione. Francesco.
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