Marlen Reusser arriva all’UAE Tour Women con ambizione, ma senza illusioni. La svizzera di Movistar lo dice chiaramente alla vigilia: il Jebel Hafeet, giudice finale della corsa, arriva troppo presto per trovare le sue gambe migliori. Parole pesate, da campionessa del mondo a cronometro che conosce bene il proprio motore e i tempi della preparazione.
Dopo il secondo posto al Trofeo Marratxi-Felanitx a Maiorca, Reusser si presenta negli Emirati con la consapevolezza che le tre tappe pianeggianti serviranno soprattutto a stare davanti e a non perdere secondi nei ventagli. Se il vento dovesse restare calmo, tutto si deciderà sull’ascesa finale di Jebel Hafeet: 10,8 chilometri al 6,6% medio, con otto chilometri centrali costantemente sull’8% e punte all’11%. Numeri che, sulla carta, sono pane per i denti di una come lei. Ma la carta, si sa, non pedala.
“Di solito sono ottimista, ma non ho avuto il periodo migliore. Andrò a tutta, come ai Mondiali, però non mi aspetto le gambe migliori”, ha spiegato con onestà alla conferenza stampa di Abu Dhabi. Tradotto: condizione ancora in costruzione, scatto e rilancio che nelle rampe più dure rischiano di non fare la differenza come in altre stagioni.
Reusser continua però a convivere con un’etichetta che le va stretta. Presentata ancora una volta come semplice cronowoman, ricorda a tutti che il suo motore sa fare molto di più che spingere rapporti lunghi contro il tempo. I numeri parlano chiaro: nel 2025 ha conquistato la maglia iridata a cronometro a Kigali con 51 secondi su Anna van der Breggen, poi il quarto titolo europeo con altri 49 secondi di margine. Ma limitarsi a questo significa ignorare le sue prestazioni in salita.
Lo scorso anno al Tour de Suisse lo ha dimostrato senza discussioni: vittoria allo sprint su Demi Vollering nella prima tappa e, soprattutto, successo finale arrivato staccando l’olandese sull’ultima salita. Segno di un motore capace di tenere alte potenze a lungo, anche quando la strada si impenna e il rapporto diventa inevitabilmente più agile.
Nel racconto di Reusser emerge anche il conflitto vissuto negli anni da gregaria di lusso. Tirare tutto il giorno, lavorare per le compagne e poi ritrovarsi a giocarsi un piazzamento, con le gambe svuotate. “È cambiato tutto quando ho sentito il bisogno di correre per me stessa”, ammette. Una riflessione che spiega anche l’addio a SD Worx a fine 2023 e la scelta di un contesto dove poter essere leader.
Arrivata tardi al professionismo, a 28 anni, Reusser non ha mai smesso di inseguire la propria dimensione. Competitiva, lucida, senza frasi di circostanza. Al Jebel Hafeet forse non basterà il bagaglio di watt per giocarsi la generale, ma la corsa dirà a che punto è davvero la sua stagione. E quando una come lei dice che andrà “full gas”, conviene sempre ascoltare.
Francesco.
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