Q36.5 alza l’asticella anche fuori dall’asfalto e lo fa con un progetto chiaro: nasce la Q36.5 Women’s Off-Road Racing Expedition, squadra femminile gravel a quattro punte che nel 2026 guarda dritto verso gli appuntamenti che contano davvero, The Traka e Unbound Gravel. Niente vetrina, qui si parla di risultati e costruzione tecnica, dentro e fuori la gara.
A guidare il reparto sono Alexis Skarda e Maddy Nutt. Skarda è una certezza dell’off-road americano: tre titoli nazionali marathon MTB negli ultimi cinque anni e una continuità feroce nella Life Time Grand Prix, sempre nelle prime cinque. Atleta che sa gestire sforzi lunghi e irregolari, capace di tenere ritmo quando lo sterrato spezza la pedalata e rende ogni rilancio una questione di efficienza muscolare. Il 2026 per lei passa da The Traka, nuovo obiettivo europeo, e dalla caccia a quel podio a Unbound 200 che ancora manca. Il motore c’è, l’esperienza pure.
Maddy Nutt porta un profilo diverso ma complementare. Britannica, vincitrice della Gravel Brasil 2025, apre la stagione lontano dai riflettori europei con un blocco di lavoro in Colombia e l’attraversamento delle Ande alla Transcordilleras. Otto giorni di gara, sviluppo metrico sempre pesante e gestione dello sforzo in quota: palestra perfetta in vista di Traka 560 e Unbound XL. Nel 2025 ha già messo un ottavo posto alla Traka 360, segnale di crescita su distanze che non perdonano.
Il reparto viene completato da Maaike Coljé e Cassia Boglio. Coljé arriva dalla strada dopo cinque anni, tre dei quali in Arkéa-B&B Hotels. Passaggio netto al gravel, con piazzamenti di peso nel circuito UCI: top 10 a La Monserrato, segno che la gamba da strada, se ben adattata, paga anche quando il fondo si muove e la cadenza non è mai comoda. Boglio, australiana, tiene un piede su entrambi i mondi. Bronzo ai campionati nazionali su strada, sesta a RADL GRVL e podi nelle World Series: atleta duttile, capace di stare davanti quando si viaggia sia in scia sia a testa bassa contro vento.
Dietro c’è la mano di Q36.5, che imposta il progetto come fa con il Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team: kit ad alte prestazioni e lavoro diretto con le atlete su vestibilità, termoregolazione, aerodinamica e idratazione on-body. Nel gravel questi dettagli contano quanto il rapporto giusto al momento giusto. Le quattro correranno con Dottore Pro e Dottore Clima skinsuit, Gregarius Clima e sistema Foul Weather, gli stessi capi usati dai professionisti su strada. Stesso linguaggio tecnico, stesso approccio.
C’è anche una visione più ampia: costruire una rete di ambasciatrici credibili, lontane dalla patina della strada WorldTour, ma con una performance reale, misurabile sul campo. Meno retorica, più polvere sulle gambe. Q36.5 entra nel gravel femminile con passo deciso e una squadra che non nasce per fare numero. Nasce per stare davanti quando il gruppo si sgrana e la corsa diventa selezione pura.
Francesco.
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